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Boom di richieste per bond italiani da Mediobanca a Eni

Continua la corsa alle emissioni obbligazionarie dopo il record della scorsa settimana che ha visto collocamenti per 80 miliardi di euro soltanto in Europa. L’allentamento delle tensioni commerciali e i segnali del miglioramento dell’economia della zona euro hanno esercitato una pressione al rialzo sui costi di finanziamento, senza fermare la corsa. Tuttavia la caccia al rendimento è ancora il tema dominante sui mercati come ha dimostrato l’emissione di ieri di Mediobanca che per il suo bond inaugurale senior non preferred da 500 milioni di euro e scadenza 5 anni ha raccolto richieste per 4,5 miliardi di euro, 9 volte l’emissione.

Una condizione ideale per consentire alla banca di ridurre il costo del finanziamento inizialmente a 160 punti base ridotto a 130 punti base e rendimento all’1,157 per cento. L’emissione rientra nel piano industriale presentato lo scorso dicembre il quale prevede entro i prossimi 3 anni la sostituzione di 1,5 miliardi di euro di bond Tier 2 con obbligazioni senior non preferred.

La buona intonazione del mercato ha avuto un impatto positivo anche sull’emissione di Eni che ha raccolto richieste per 2,9 miliardi di euro tanto da portare a un miliardo di euro l’ammontare del bond a 10 anni collocato. Lo spread sul tasso midswap si è attestato a 50 punti base al di sotto delle indicazioni iniziali di 75-80 punti base che rappresenta un new premium issue negativo di 2 punti base rispetto al secondario a 10 anni di Eni. Il titolo paga una cedola fissa dello 0,625 per cento. Joint book dell’operazione Banca IMI, Barclays, Citi, NatWest Markets, Societe Generale, UniCredit.

Sempre ieri è partito il collocamento di un prestito obbligazionario senior in euro di Salini Impregilo in parte destinato all’offerta di scambio con il bond da 600 milioni di euro (3.75% scadenza giugno 2021) e alla creazione di nuova finanza per almeno 90 milioni. L’emissione che avrà un ammontare di almeno 250 milioni di euro, ha una scadenza pari a 7 anni e non sarà rimborsabile anticipatamente. Il titolo ha un rating atteso di BB- da S&P e BB da Fitch. Tra i motivi dell’operazione, l’estensione della maturità del debito. Il collocamento iniziato ieri chiuderà questa mattina e le prime indicazioni di rendimento sono nell’area del 3,875%. «Siamo molto soddisfatti per come sta andando l’operazione – ha commentato Massimo Ferrari, general manager corporate e finance di Salini Impregilo – un ulteriore passaggio del deal iniziato con l’aumento di capitale completato con successo».

Nei giorni scorsi Salini Impregilo aveva incaricato per l’operazione Banca Akros – Gruppo Banco BPM, Banca IMI, BofA Securities, Citigroup, Goldman Sachs International, Natixis e UniCredit Bank, in qualità di joint lead managers, e BBVA, Equita SIM e MPS Capital Services, come co-managers.

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