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Boom di prestiti fintech per le Pmi: nel primo trimestre volumi triplicati

La finanza alternativa non solo supera lo scoglio Covid, ma appare in grado di rilanciarsi con la pandemia grazie a uno dei suoi aspetti più particolari che la differenzia dai canali tradizionali, quello di sfoderare la tecnologia come arma vincente negli aspetti procedurali legati ai finanziamenti per le Pmi. A dimostrarlo è l’incremento esponenziale dei prestiti e dei bond intermediati dai soci di ItaliaFintech, l’associazione che riunisce le più innovative aziende del fintech operanti nel nostro Paese.

I dati, che riflettono una buona fetta del panorama nazionale della finanza alternativa e che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, mostrano infatti nel primo trimestre 2021 un ammontare delle operazioni quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, da circa 230 milioni di euro a oltre 637 milioni, con un incremento appunto del 177,6 per cento. E a moltiplicarsi quasi per tre, elemento forse ancora più rilevante, è stato il numero delle imprese finanziate, essenzialmente di piccola e media dimensione, cresciuto nello stesso lasso di tempo da 676 a 1795 unità.

Ma se il confronto con primo trimestre 2020, quello in cui il virus si è effettivamente diffuso in Italia, può apparire fuorviante, vale anche la pena ricordare come i finanziamenti fintech abbiano più che quadruplicato la loro portata nell’intero scorso anno (+350% nel periodo, quando la crescita dei prestiti bancari a società non finanziarie è stata invece appena dell’8%) e si apprestino quindi a ripetere l’exploit nel 2021. Non è infatti certo un caso che l’esplosione dei canali alternativi – che abbracciano fra l’altro strumenti come minibond, crowdfundingdirect landinginvoice trading, ma anche prestiti personali – sia legata a doppio filo con le problematiche sollevate da Covid. «L’utilizzo della tecnologia per avvicinare servizi finanziari a famiglie e imprese è stato particolarmente apprezzato in questa fase particolare della nostra storia caratterizzata dal senso di urgenza e dalla necessità di avere risposte chiare e rapide», sottolinea infatti Andrea Crovetto, presidente di ItaliaFintech e a.d. di Epic Sim (prossima all’ingresso nel gruppo Azimut).

Il suo riferimento non va in questo caso tanto alle piattaforme che mettono in relazione i clienti con chi eroga credito o altri servizi finanziari, di sicuro l’elemento più visibile del fenomeno fintech, quanto «agli aspetti più legati alla metodologia e all’analisi del merito di credito o alla gestione dei protocolli legati ai flussi di raccolta della documentazione necessaria a ottenere i prestiti». È infatti in questi ambiti che nel processo di digitalizzazione in corso i nuovi operatori possono sfruttare il proprio vantaggio competitivo «in uno spirito di collaborazione con il sistema bancario – chiarisce però Crovetto – perché la narrativa dell’antagonismo non giova a nessuno: attori tradizionali e fintech giocano e vincono assieme».

E se è fuori di dubbio che la fase di emergenza, che trova la principale testimonianza nel sistema di garanzie senza precedenti messo in piedi dal governo italiano a sostegno delle Pmi, abbia giocato a favore dei finanziamenti fintech «perché quando le procedure diventano più complesse, chi è in grado di gestire i processi in modo automatizzato è avvantaggiato», non è altrettanto vero che il termine della pandemia possa al contrario frenare nuovamente lo sviluppo dei canali alternativi. «Ormai si è rotto il ghiaccio, le imprese hanno imparato a conoscere e apprezzare i vantaggi garantiti dalle offerte digitali e non è possibile tornare indietro», nota Crovetto.

Nel processo di sviluppo futuro anche i temi regolamentari giocano un ruolo rilevante. «Le norme sono comunitarie – spiega Crovetto – ma a prevalere saranno i Paesi che riusciranno a mettere in pratica nel modo più opportuno le direttive europee e saranno per questo capaci di attirare investitori e imprese all’interno dei propri confini». Di margini per riallinearsi al resto d’Europa, e per andare poi a caccia di spazi ulteriori, ce ne sono del resto a sufficienza nel mondo dei servizi finanziari alternativi.

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