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Boom per i bond di Lottomatica e Finmeccanica

Le emissioni italiane dominano il mercato degli eurobond. Con Lottomatica e Finmeccanica, entrambi assenti dal 2009, ieri è stato il turno delle obbligazioni «tripla B» investment grade, un segmento che ha riscontrato una buona accoglienza del mercato, al punto che la domanda è stata rispettivamente 11 volte e 7 volte l’offerta. In particolare per Lottomatica che ha collocato un bond da 500 milioni, scadenza 7 anni, gli ordini hanno toccato 5,5 miliardi di euro, con uno spread sul midswap che dagli iniziali 250 punti base si è ristretto a 235 centesimi, continuando a scendere sul secondario fino a 220 punti base. La cedola pari al 3,5% è la più bassa ottenuta finora da un corporate italiano con rating «BBB-».
Il bond collocato da Banca Imi, Bank of America Merrill Lynch, Credit Suisse, Deutsche Bank e UniCredit, con rating Baa3 di Moody’s e BBB- di S&P’s, ha uno spread di 15 centesimi sotto il BTp di identica scadenza. Nel contratto è stata inclusa la clausola step up call che garantisce il sottoscrittore nel caso il bond subisca variazioni del rating, clausola che secondo gli investitori ha certamente fatto la differenza quando si è trattato di prezzare il titolo. ««Abbiamo voluto approfittare della finestra favorevole di mercato – ha commentato Alberto Fornaro, Cfo di Lottomatica -. Non abbiamo debiti rilevanti di imminente scadenza e il primo contratto di concessione importante scade nel 2016. I proventi derivanti dall’emissione verranno utilizzati per rifinanziare parte dell’indebitamento esistente del gruppo e per i fabbisogni correnti». Il collocamento che è stato anticipato dal road show con gli investitori, ha visto una partecipazione per quasi il 90% di sottoscrittori esteri, in particolare del Regno Unito e della Germania, mentre il 74% è stato rappresentato da asset manager, il 13% da banche, il 9% da assicurazioni e il 4% da hedge fund.
«Da settembre abbiamo assistito al rally delle emissioni del comparto investment grade con livelli di rating più elevati per le quali gli spread si sono notevolmente ristretti – ha commentato Stefano Fassone responsabile debt capital market syndacate di Banca IMI -. Ora è il turno della fascia tripla B in grado di offrire rendimenti ancora interessanti». Più generose le condizioni del collocamento di Finmeccanica per il bond a 5 anni, inizialmente per 500 milioni di euro saliti a 600 milioni per la robusta domanda che ha toccato 3,8 miliardi di euro. L’obbligazione con rating Baa3/BBB-/BBB- e con una cedola al 4,375% ha aperto il collocamento a 380 punti base chiudendo a 365 centesimi. Banca IMI, BNP Paribas, JP Morgan, e UniCredit hanno agito come global co-ordinator.
L’ultima emissione della conglomerata dei settori spazio e difesa risale all’ottobre 2009 quando venne emesso un bond da 600 milioni di euro, scadenza gennaio 2022, con uno spread sul midswap di 445 punti base. La domanda è giunta per il 27% da investitori italiani, per il 29% dalla Francia e la parte rimanente dalla Germania, Svizzera e Regno Unito. I fondi hanno rappresentato il 68% dei sottoscrittori, le banche il 25% e le assicurazioni il 6 per cento. L’emissione servirà per rimborsare un bond in scadenza il prossimo anno per 800 milioni di euro che sconta una cedola dell’8,125% contro il 4,375% del bond di ieri. «Attraverso questa operazione – si legge in un comunicato – la società riduce il costo medio del debito e ne estende la durata media. L’allungamento del profilo della scadenza del debito è sempre stato un obiettivo strategico di Finmeccanica».

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