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Boom di sanzioni dalla Consob

Su Uni Land, società quotata a Piazza Affari, il colpo è arrivato da due versanti: prima la Consob, poi la magistratura. Destro, sinistro. Dopo gli 1,6 milioni di euro circa di sanzioni ai manager decisi dall'Autorità di vigilanza per la violazione delle norme sull'internal dealing e poi per abusi di mercato, mercoledì è arrivato l'intervento della magistratura. E il caso è deflagrato con gli arresti domiciliari del direttore generale e socio di controllo Alberto Mezzini, dell'investor relator della società Claudio Monserchio e dell'amministratore delegato della controllata House Building Maurizio Zuffa.

Ma questo è solo l'ultimo dei casi in cui vengono avanzate accuse, dalla Consob e poi dalla magistratura, per reati di Borsa. I numeri lo dicono chiaro e tondo: le sanzioni della Consob nel 2010 sono quasi raddoppiate rispetto al 2009, con 296 procedimenti conclusi (di cui 15 per abusi di mercato) contro 155 dell'anno precedente (17 per abusi di mercato). Per non parlare degli interventi della Sec americana, per sospetti casi di insider trading (come nell'operazione Finmeccanica-Drs) partiti da soggetti italiani.

Il caso recente: Uni Land

Uni Land è una società quotata a Piazza Affari operante nel Land Banking, House Building e nelle Energie Rinnovabili quotata a Piazza Affari. Però agli onori delle cronache ci è finita non per pale eoliche o pannelli solari ma per gli arresti domiciliari del suo «dominus», Alberto Mezzini. E per un elenco di 22 indagati, che include – secondo le indiscrezioni lanciate ieri dall Ansa – esponenti del mondo cooperativo, professionisti, periti del Tribunale, dirigenti bancari. Secondo l'accusa, Mezzini – a partire dal 2003 – aveva iniziato ad utilizzare le poche società a sé riconducibili come "veicoli" per il compimento di operazioni di finanza straordinaria (conferimenti, cessioni di pacchetti azionari, scissioni, acquisizioni) finalizzate, tra l'altro, alla «costruzione artificiosa» di un gruppo societario con a capo la holding lussemburghese Cemlux e la sub holding Uni Land.

Il gruppo – secondo la Procura – esponeva un crescente patrimonio per effetto di cospicue e sovrastimate rivalutazioni degli «asset immobiliari» attestate da «compiacenti periti». Ne conseguivano rilevanti falsificazioni dei bilanci delle società coinvolte nelle operazioni. Il tutto mentre Mezzini – denunciava due giorni fa la Guardia di Finanza – metteva in essere una serie di «condotte delittuose» per richiamare l'attenzione sul titolo e per sostenerne le quotazioni. Ed è per questo che la Consob era già scesa in campo mesi fa, sanzionando i manager e inviando gli atti alla magistratura.

Gli altri casi

Ma questo è solo l'ultimo, l'ennesimo caso scoperto e sanzionato. Clamoroso è stato il caso di Antonio Baldassarre, ex presidente Rai e della Corte Costituzionale. La Consob lo ha sanzionato lo scorso ottobre (400mila euro) perché nel 2007 si fece portavoce di una cordata di investitori esteri pronti a salvare l'Altitalia. Baldassarre si fece anche intervistare e, nero su bianco, ribadì l'esistenza della cordata e la sua solidità. Peccato che la cordata non fosse in grado di fare quello che diceva. E Baldassarre si è visto arrivare una multa dalla Consob, sanzione che ha impugnato ma ancora senza risultati. Proprio ieri è invece arrivata una notizia sul fronte penale di questa vicenda: lunedì Baldassare sarà dal Gup per un confronto con il manager Giancarlo Elia Valori (per il quale la Procura ha chiesto l'archiviazione).

E di casi ce ne sono tanti altri. Come accennato in precedenza, nel 2010 i provvedimenti sanzionatori sono stati 296 contro i 155 del 2009. Una minoranza ha riguardato abusi di mercato (insider trading o aggiotaggio): 15. Di questi, comunica la stessa Consob, 11 hanno riguardato casi di insider trading, cioè di abuso di informazioni privilegiate. Le sanzioni pecuniarie per questi 15 casi sono ammontate a 4,2 milioni di euro, in calo rispetto ai 9,2 milioni circa del 2009 quando però ci furono sanzioni grosse per alcuni casi clamorosi.

A queste bisogna aggiungere i casi "italiani" di insider trading scoperti sulla borsa americana. La Sec, tra l'ottobre 2008 e l'ottobre 2010, ha per esempio scoperto due casi di insider trading operati da soggetti italiani sull'acquisizione fatta da Finmeccanica sulla società americana Drs. Nell'ottobre 2008 ha sanzionato l'ex stagista di Finmeccanica Christian De Colli e due anni dopo ha raggiunto accordi transattivi con gli italiani Gianluca Di Nardo, Oscar Ronzoni e Paolo Busardò. Motivo: avevano speculato sulle opzioni di Drs prima che fosse annunciata l'acquisizione. Realizzando grandi guadagni.

Ma di movimenti sospetti, in odore di insider trading, a Piazza Affari ce ne sono molti di più. Proprio lo scorso giugno «Il Sole 24 Ore» aveva realizzato un'inchiesta per scovare i principali movimenti sospetti di azioni a Piazza Affari: rialzi o ribassi improvvisi giustificabili solo ex post con notizie pubblicate successivamente. Ebbene: erano risultati sette casi di movimenti sospetti, che riguardavano anche gruppi come Seat Pagine Gialle, Banca Intermobiliare e Zucchi.

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