Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Boom di richieste per il bond a 30 anni delle Generali

Una domanda pari a 7 volte l’offerta per il bond subordinato Generali da 1,25 miliardi di euro, scadenza 30 anni callable a 10 anni, oltre 9 miliardi il book ordini tanto da lasciare stupite le stesse banche collocatrici. Soltanto a luglio quando il colosso di Trieste aveva emesso un’obbligazione con una struttura simile, la domanda si era fermata al doppio dell’offerta, ovvero 750 milioni di euro contro 1,5 miliardi. «È il segnale della rinnovata fiducia degli investitori nei confronti dell’Italia», commenta un trader. A sostegno di questa dinamica che ha visto la partecipazione di 550 investitori da oltre 30 paesi, la presenza massiccia degli esteri, pari all’86% dei sottoscrittori di cui l’11% dall’Asia, 32% anglosassoni e 10% società tedesche. La presenza dell’Italia si ferma al 15 per cento.
Proprio il ritorno degli asiatici, fanno notare dalle sale operative, è un segnale di come in giro per il mondo gli investitori siano alla ricerca di opportunità di impiego della liquidità su titoli di alto standing. La massiccia domanda ha spinto le banche che hanno seguito il deal a rivedere le condizioni iniziali a cominciare dalla cedola che è stata fissata al 7,75% dall’8,125% delle prime battute, ma a luglio per il bond subordinato Generali da 750 milioni di euro la cedola era stata fissata al 10,125 per cento. Questo vale anche per lo spread di 611 punti base sul tasso midswap, 37 punti sotto i livelli di inizio collocamento. Ancora una volta, a luglio il bond subordinato Generali aveva toccato 830 centesimi. Se confrontato al BTp la cui scadenza a 30 anni ha un rendimento del 5,17% e il 10 anni del 4,45%, l’obbligazione del gruppo assicurativo ha uno spread di 330 punti base. Tuttavia, nel confronto internazionale con i gruppi assicurativi europei, Generali sconta ancora il rischio paese: ad esempio, lo spread di Allianz quota 310 centesimi e quello di Axa 460 centesimi per titoli junior. L’opzione di rimborso anticipato a favore dell’emittente, da esercitare a partire dal decimo anno porta a prezzare il titolo sulla curva del decennale, mentre lo spread superiore al governativo misura il grado di rischiosità: questi titoli denominati “junior” si distinguono da quelli non subordinati o “senior” in quanto hanno tutti una rischiosità superiore alle normali obbligazioni.
La corsa alla sottoscrizione del bond Generali è stata una scommessa dal momento che la seduta non era particolarmente tonica: proprio ieri lo spread tra il BTp e il Bund è tornato a salire di otto centesimi terminando le contrattazioni a 311 punti base. La solida domanda ha avuto un inevitabile impatto sul secondario: collocato alla pari, l’obbligazione è arrivata a trattare 101,5 centesimi ovvero 20 centesimi in meno di spread. L’operazione è stata gestita in qualità di joint lead manager da Mediobanca, UniCredit, Credit Agricole Cib, Morgan Stanley, Nomura e Ubs.
Intanto Banca Generali ha pubblicato i dati sulla raccolta netta totale che a novembre è stata pari a euro 51 milioni (dai 101 milioni di ottobre) portando il saldo complessivo a 1.514 milioni, di cui 1.049 milioni realizzati dalla rete Banca Generali e 465 milioni da Banca Generali Private Banking. La raccolta netta in prodotti gestiti è risultata pari a 168 milioni, a fronte di deflussi per 117 milioni dalle soluzioni amministrate (conti correnti e titoli). Da inizio anno, la raccolta netta gestita è quasi triplicata rispetto allo scorso anno attestandosi a 1.408 milioni.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il gruppo Enel progetta lo sbarco in Gran Bretagna e per l’ex monopolista potrebbe essere la prima...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Generali saluta due dirigenti di rango e l’amministratore delegato Philippe Donnet ne approfitta p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tramonta la vendita al costruttore navale di Trieste dei cantieri francesi specializzati in transatl...

Oggi sulla stampa