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Boom di mediazioni nelle Cdc

Raddoppiano le mediazioni presso le camere di commercio. Da quando è stata reintrodotta l’obbligatorietà del tentativo di mediazione, sono sempre di più i consumatori e le imprese che preferiscono rivolgersi agli organismi camerali di mediazione per dirimere una controversia.

Solo negli ultimi quattro mesi sono cresciuti infatti più del 48% i procedimenti depositati presso gli enti camerali. Senza considerare che nei primi nove mesi del 2013 attraverso i 101 sportelli di conciliazione attivi presso le camere di commercio, sono giunte circa il 35% delle domande complessive di mediazione obbligatoria depositate presso gli oltre 1.000 organismi accreditati dal ministero delle giustizia. Un riconoscimento concreto del lavoro svolto dal sistema camerale in oltre un decennio per promuovere il passaggio da una cultura della lite a quella dell’accordo. Ed è dunque anche merito delle camere di commercio se oggi la mediazione obbligatoria «made in Italy» è divenuta un modello per l’Europa. Si litiga di più in materia di contratti bancari, diritti reali, locazioni laddove è in vigore la condizione di procedibilità. Ma anche quando mediare non è obbligatorio si ricorre a questo istituto per provare a risolvere un contenzioso senza passare dalle affollate aule del tribunale. Da gennaio 2013 a gennaio 2014 le mediazioni volontarie hanno infatti costituito quasi la metà (46%) dei conflitti gestiti dalle camere. Perché si risparmia tempo e denaro. Per risolvere una lite con la mediazione camerale bastano infatti solo in media 40 giorni lavorativi, mentre un processo civile può richiedere oltre 1.200 giorni! E arrivare a un accordo costa ben il 26% in meno di una causa davanti al giudice. Così, a conti fatti, le camere di commercio hanno fatto risparmiare a imprese e cittadini oltre 130 milioni di euro solo negli ultimi tre anni. Non è poco. Da quando a marzo 2011 è entrata in vigore la mediazione obbligatoria fino a gennaio 2014 sono stati oltre 44mila i procedimenti di mediazione depositati presso gli organismi camerali. I cittadini e gli imprenditori del Nordest sono quelli che hanno presentato il maggior numero di domande di mediazione con il 31%. Mentre sono stati i cittadini e le imprese del Centro Italia che ne hanno fatto minore uso, cui si riconduce un’iscrizione su cinque. E quando le parti si sono rese disponibili a sedersi a un tavolo nella metà dei casi si è giunto a un accordo. Eppure, va detto, nel mese di gennaio 2014 solo il 33% delle comparizioni si è chiuso positivamente. Un segnale che non deve essere trascurato e che, anzi, richiede uno sforzo supplementare da parte di tutti. Avvocati compresi, che oggi sono obbligati, per le materie in cui la mediazione è condizione di procedibilità, ad assistere i clienti nel corso della mediazione. Perché il successo della giustizia alternativa fa bene soprattutto all’Italia. Tanto è vero che grazie ai buoni risultati della mediazione obbligatoria siamo riusciti a scalare 36 posizioni nella classifica del Doing business della Banca mondiale. Una conferma che questa è la strada giusta da intraprendere per sostenere anche attraverso una giustizia più snella la competività del paese.

Per questo il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, ha auspicato che «il ministro della giustizia Andrea Orlando, nel corso del suo mandato, possa dare un rinnovato impulso agli strumenti di giustizia alternativa, e in particolare alla mediazione. La mediazione oggi, come dimostrano i dati delle camere di commercio, rappresenta una vera risorsa per risolvere il contenzioso delle imprese e dei cittadini. Ma è necessario valorizzarla ancor di più potenziando quella facoltativa, con la previsione di ulteriori incentivi economici, come la riduzione del contributo unificato per chi fa ricorso alla mediazione volontaria, oltre all’effettiva possibilità di utilizzare il credito d’imposta per gli utenti del servizio, previsione che esiste ma che, a oggi, gli utenti non hanno avuto la possibilità di utilizzare».

Il sistema camerale intende consolidare e sviluppare ulteriormente il suo impegno per promuovere gli strumenti di risoluzione extragiudiziale delle controversie, allargando e approfondendo l’ambito di azione. Intende riaffermare il ruolo delle camere di commercio nell’offerta dei servizi integrati di giustizia alternativa con la mediazione, la conciliazione online, l’arbitrato e con i servizi di composizione delle crisi da sovraindebitamento.

Per quest’ultima attività, in corso di attuazione, la legge n. 3 del 27 gennaio 2012 ha annoverato le camere di commercio tra gli organismi deputati a svolgere tale importante funzione, per consentire alle piccole imprese e ai consumatori di risolvere, in modo semplice e veloce, le situazioni di sofferenza economica.

Nel corso dell’anno, si proseguirà con l’attività di diffusione della cultura, di educazione e di formazione, con la realizzazione di nuovi strumenti informativi, anche a carattere nazionale e con l’organizzazione, nel mese di novembre, della XI edizione della «Settimana Nazionale della Conciliazione».

Sono queste le priorità sulle quali si uniformerà l’azione del sistema camerale per accelerare, anche attraverso la diffusione della cultura della conciliazione, il processo di modernizzazione del nostro paese.

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