Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Boom di emissioni per le utility europee: 33 miliardi a fine 2014

Le utilities europee torneranno in massa sul mercato dei capitali con 33 miliardi di euro di nuove emissioni da qui alla fine del 2014. A formulare un simile scenario è un report di Société Générale e in prima fila, con i collocamenti più consistenti, ci saranno Edf, Gaz de France-Suez, Edp, National Grid ed Enel.
La previsione degli analisti della banca francese è stata fatta sulla base delle stime relative al free cash flow delle società dopo le variazioni di capitale circolante, le acquisizioni, le dismissioni e i dividendi, nonché i rimborsi dei titoli 2013-2015 e le posizioni di liquidità alla fine del primo semestre. Nell’ultimo anno, le utilities hanno collocato 25,5 miliardi di prestiti obbligazionari sul mercato in euro, cui si aggiungono 8,3 miliardi in sterline e dollari. Un dato, osserva SocGen, «in linea con le nostre stime fatte a ottobre scorso che indicavano in 40 miliardi di euro l’ammontare coperto tra ottobre 2012 e dicembre di quest’anno». Le società si troveranno poi a dover fronteggiare una grande ondata di rifinanziamenti nei prossimi anni. Solo guardando alla fetta in euro, si passerà infatti da 21 miliardi di euro di obbligazioni che andranno a maturazione nel 2013 ai 24 miliardi dell’anno seguente, per arrivare a 29 miliardi nel 2015 e 28 nel 2016 prima cioè che la curva cominci a declinare dal 2017.
Tornando a considerare il fronte delle possibili future emissioni, a guidare la classifica è Edf che, secondo il report, dovrebbe mettere in cantiere, da qui a dicembre del prossimo anno, 8 miliardi di nuovi prestiti, seguita da Gdf con 3 miliardi e da un terzetto, da 2 miliardi ciascuna, rappresentato da Edp, National Grid ed Enel.
Quest’ultima ha concluso nei mesi scorsi un’emissione ibrida in tre tranche (euro, sterline e dollari) per complessivi 2,7 miliardi di euro e, in base al piano annunciato a marzo, i vertici del colosso elettrico hanno ancora in canna 2,3 miliardi di euro di bond ibridi da piazzare entro la fine del prossimo anno. Secondo l’analisi di SocGen, tra le italiane che torneranno sul mercato dei capitali c’è poi anche Terna. La spa dell’alta tensione potrebbe decidere di collocare nuovi prestiti per 750 milioni di euro. Vero è, però, che il gruppo non ha esigenze di rifinanziamento fino al 2016, dispone di una cassa molto consistente (1,7 miliardi di euro) e ha 570 milioni di prestito Bei – per i piani di sviluppo nel Sud Italia – ancora non ritirati. Teoricamente, quindi, non avrebbe bisogno di nuove emissioni. Come Snam peraltro che ha concluso nei giorni scorsi un private placement da 300 milioni di euro. Per gli analisti della banca francese, la spa dei gasdotti potrebbe decidere di ricorrere ancora al mercato, da qui al dicembre 2014, per 500 milioni di euro, ma anche per la società, da poco transitata sotto Cdp, non ci sono particolari problemi di copertura fino al 2015. Nel report di SocGen, trovano spazio anche Acea e A2A. Per la prima, dopo l’emissione da 600 milioni di euro, collocata agli inizi di settembre, non sono previsti futuri ritorni anche perché la società ha quasi esaurito il plafond autorizzato dal cda a fine luglio (750 milioni di euro). E anche per A2A, sottolineano gli analisti, non dovrebbero esserci emissioni nel prossimi 15 mesi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Vasto entusiasmo ha suscitato la recente pronunzia della Corte di Giustia Ue, con la conferma del gi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha scelto la giornata delle donne Mario Draghi per il suo secondo discorso pubblico da presidente de...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione...

Oggi sulla stampa