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Boom di adesioni per la sanatoria delle liti pendenti

di Valerio Stroppa

La chiusura delle liti fiscali pendenti fa il pieno. Sono circa 120 mila i contenziosi di minore importo (ossia di valore fino a 20 mila euro) definiti ai sensi del dl n. 98/2011. Il relativo gettito incamerato dalle casse dello Stato supera i 138 milioni di euro. I dati sono stati resi noti ieri dall'Agenzia delle entrate, che ha fatto un primo punto sull'operazione avviata dalla manovra correttiva. L'articolo 39, comma 12 del dl n. 98/2011 ha previsto la possibilità di chiusura agevolata dei contenziosi di valore non superiore a 20 mila euro in cui è parte in causa l'Agenzia delle entrate e che risultavano pendenti alla data del 1° maggio 2011 in qualsiasi grado di giudizio. Per la definizione, il contribuente doveva versare entro lo scorso 30 novembre una somma determinata ai sensi dell'articolo 16 della legge n. 289/2002. Somma che dipendeva sia dallo stato di avanzamento del processo sia dall'esistenza di eventuali sentenze già depositate e dai relativi esiti. Nel complesso, gli importi dovuti andavano da un minimo forfetario di 150 euro al 50% della cifra in contestazione. Meccanismi che avevano portato il governo Berlusconi a stimare, nella relazione tecnica alla manovra correttiva, un gettito complessivo in termini di sola cassa di 112,8 milioni di euro per il 2011. La previsione è stata però superata. Secondo i numeri comunicati ieri da via Cristoforo Colombo, infatti, le definizioni hanno portato fin qui allo Stato più di 138 milioni di euro. La somma è destinata a crescere ulteriormente, poiché gli intermediari che hanno assistito il contribuente nella procedura di definizione devono ancora completare la trasmissione dei dati sui pagamenti effettuati dai clienti. I versamenti registrati sono stati 93.436. Ciò significa che ogni contribuente ha pagato in media 1.481 euro. Il numero dei contenziosi definiti, tuttavia, non coincide con il totale dei versamenti, ma è superiore. Ciò in quanto alcune liti fiscali sono state chiuse senza esborsi da parte del ricorrente, in quanto gli importi già versati in precedenza risultavano pari o superiori al quantum dovuto per la chiusura agevolata. Circostanza che spinge l'Agenzia a calcolare approssimativamente intorno a 120 mila il risultato complessivo dell'intera procedura di alleggerimento dei carichi gravanti sulle commissioni tributarie. Il consuntivo potrà essere verificato solo dopo il 2 aprile 2012. La deadline ultima, cioè, per la presentazione delle domande di definizione (il termine di legge del 31 marzo 2012 cade di sabato). E se finora si è agito con riferimento al passato, presto la diminuzione del ricorso al giudice guarderà anche al futuro. Il 1° aprile 2012 prenderà il via l'istituto del reclamo e della mediazione, introdotto anche questo dall'articolo 39 del dl n. 98/2011. Chi intenderà opporsi a una contestazione fiscale di importo non superiore a 20 mila euro mossa dall'Agenzia delle entrate, infatti, dovrà prima presentare reclamo obbligatorio alla Direzione provinciale o regionale che ha emanato l'atto. In caso contrario, il ricorso sarà considerato d'ufficio inammissibile. La pratica, che potrà contenere una proposta di mediazione (cioè l'importo che il contribuente è disposto a versare per chiudere sul nascere la controversia), sarà esaminata da apposite strutture delle Entrate, diverse e autonome da quelle che hanno emesso l'accertamento. Tale organo potrà accettare la proposta, rideterminarla o rifiutarla.

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