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Boom della Cig: in dodici mesi +61,6%

Più 65,10% nell’industria. Più 57,46% nell’edilizia, fino ad arrivare a più 80,12% nel settore del commercio.
Continua a volare la richiesta di cassa integrazione da parte delle aziende, che a gennaio 2013, a livello tendenziale (rispetto cioè a gennaio 2012) è cresciuta del 61,6%. Mentre l’aumento congiunturale (su dicembre 2012) è stato più contenuto, attestandosi a quota +2,7 per cento.
Lo scorso mese, ha reso noto ieri l’Inps, sono state autorizzate 88,9 milioni di ore di Cig (ben 67,3 milioni di ore sono state appannaggio del settore industriale). Nel complesso, si segnala un aumento soprattutto per gli impiegati (+74,39%), mentre per gli operai si registra un +57,64%.
A preoccupare è soprattutto l’andamento della Cigs (la Cassa integrazione straordinaria – più legata a crisi strutturali – che in un anno «è pressoché duplicata» passando dai 21,4 milioni di ore richieste a gennaio 2012 ai 42,2 milioni di gennaio 2013, con un incremento quindi addirittura del 97 per cento. Mentre gli interventi ordinari (la Cigo, indirizzata invece a tamponare le situazioni di difficoltà temporanea e di carattere transitorio delle imprese) ha segnato un aumento del 18,5% rispetto a dicembre 2012 (è passata da 26,6 milioni di ore richieste a 30,9 milioni di ore). Ma un forte incremento si è evidenziato anche nel raffronto tendenziale, attribuibile essenzialmente, sottolinea l’Inps, «alle autorizzazioni nel settore industriale, aumentate del 53,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, mentre il settore edile ha registrato un aumento pari al 44,7 per cento».
Per quanto riguarda invece gli interventi in deroga (la Cigd, che rappresenta una sorta di anticamera prima del licenziamento) i 15,8 milioni di ore autorizzate nel mese di gennaio 2013 non evidenziano variazioni significative se raffrontati alle 13,3 milioni di ore richieste a gennaio 2012, mentre si segnala un decremento pari al 41,1% se si confrontano i dati con il mese di dicembre 2012 (26,8 milioni di ore, probabilmente per scadenza del periodo di fruizione del sussidio). «Ma anche per effetto di una richiesta debole da parte delle aziende per l’incertezza della normativa e delle risorse destinate alla Cigd», ha sottolineato Guglielmo Loy (Uil). Per questo Luigi Sbarra (Cisl) ha chiesto subito al ministero del Lavoro, Inps e Regioni di concordare «una soluzione immediata per sbloccare l’ultima tranche di cassa integrazione in deroga per il 2012. E per il 2013 ha sottolineato la necessità di «lavorare per collegare la fruizione degli ammortizzatori sociali a effettive politiche per la ricollocazione e di introdurre il part-time di uscita con contestuale assunzione di giovani».
Del resto il mercato del lavoro è in sofferenza. Anche gli ultimi dati Unioncamere e Istat lo confermano e si sta reggendo su un ampio ricorso ai sussidi. Certo, per capire il reale utilizzo delle ore di Cig richieste a gennaio dalle imprese (pari a oltre mezzo milione di lavoratori equivalenti a tempo pieno) bisognerà attendere il dato sul tiraggio. Ma non è un mistero che accanto a giovani e donne in difficoltà a trovare un lavoro, la situazione sta peggiorando anche per chi è espulso dal lavoro, e non riesce tanto facilmente a ricollocarsi. In quest’ottica va infatti letta la crescita delle domande di disoccupazione e mobilità presentate lo scorso anno.
Nel corso del 2012, ha evidenziato sempre l’Inps, le domande presentate sono state complessivamente 1.558.471, con un incremento del 14,26% rispetto al totale 2011 (1.363.979 domande). In particolare, lo scorso anno sono state presentate 1.399.451 domande di disoccupazione ordinaria e speciale edile, 147.239 domande di mobilità e 11.781 domande di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi. Mentre degli 88,8 milioni di ore di cassa autorizzate a gennaio, 35,7 milioni sono appannaggio del Nord Ovest, 16 milioni nel Nord Est, 15,3 milioni al Centro, 21,7 milioni al Sud.
Il 2013 «è iniziato nel peggiore dei modi – ha commentato Elena Lattuada (Cgil) – per questo il prossimo Governo deve mettere al centro della propria agenda il lavoro, la sua difesa e la sua creazione. Oltre a dare prospettive risolutive alle tante vertenze industriali ancora insolute».

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