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Boom del mercato auto: +13,2%

Il mercato dell’auto vola, ma la prudenza resta obbligatoria. A febbraio, in Italia, sono state immatricolate 134.697 nuove vetture, con un incremento del 13,2% rispetto al secondo mese del 2014. «Il clima, per l’economia e per l’auto, è cambiato», assicura Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor.
Per il momento, però, le famiglie non sembrano essersene accorte. Massimo Nordio, presidente dell’Unrae, sottolinea infatti come il dato di febbraio sia fortemente influenzato dalle 36.486 immatricolazioni a noleggio che crescono del 45% nel mese e del 49% nel cumulato.
Un incremento legato all’Expo di Milano per quanto concerne il noleggio a breve termine, mentre per il noleggio a lungo termine si stanno recuperando i mancati contratti degli anni precedenti.
Le vendite a famiglie crescono solo del 5,2% (meno della metà rispetto all’incremento del mercato) e vedono la quota scendere al 57,3% il valore più basso di sempre.
Questo non frena l’ottimismo dell’Anfia (l’Associazione nazionale della filiera dell’industria automobilistica) dopo il progresso del 10,9% registrato a gennaio e di fronte a un incremento degli ordini, a febbraio, del 17% per un totale di 148mila contratti (277mila nel bimestre, +13%). Senza dimenticare il progresso del 6,9% del mercato dell’usato, con 377.619 vetture trasferite. «Fa ben sperare per i prossimi mesi – assicura Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia – la ripresa del clima di fiducia dei consumatori e delle imprese». E sottolinea cone l’Italia veda una consistente crescita della domanda di vetture ad alimentazione alternativa.
Ma se l’ottimismo prevale, non mancano valutazioni opposte, a partire dal presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, che ricorda come la pressione fiscale sia tornata a salire. E proprio l’oppressione fiscale rappresenta un freno alla ripresa vera del settore e dell’economia. D’altronde lo stesso Quagliano sottolinea come la crescita italiana sia più lenta rispetto a quella di Spagna e Portogallo e come i volumi attuali restino lontanissimi da quelli ante crisi.
Nel frattempo i costruttori reagiscono in modo differente e con risultati per nulla omogenei. Fca chiude febbraio con 37.913 clienti, in progresso del 13,4% (13,5% senza Ferrari e Maserati) e con una quota che sale dal 28,10 al 28,15 per cento. Nel bimestre il gruppo vede la quota salire dal 28,21 al 28,26% grazie ad un incremento delle immatricolazioni del 12,49% (+12,26% il mercato complessivo). Ancora una volta è il marchio Jeep (+290,61%)a trascinare il gruppo ma febbraio premia anche Alfa e Lancia-Chrysler con incrementi di poco inferiori al 20% mentre Fiat si accontenta di un +5,42%.
Male il gruppo Volkswagen, che cede l’1,95% nonostante la crescita di Seat e Skoda. Renault, con un +36,07% trainato sia dal marchio principale sia da Dacia, è a ridosso di Psa penalizzata da Citroen. Crescite a due cifre per Ford e Opel, così come per il gruppo Hyundai e per Daimler. Flette Toyota e cresce Bmw. Tra le altre asiatiche Nissan incrementa le consegne di quasi il 60% mentre Jaguar land Rover è in frenata e Volvo accelera.
La classifica dei modelli più venduti è dominata da Fca che conquista tutte le prime 5 posizioni con Panda, 500 L, Lancia Ypsilon, Punto e 500. Sesta la Renault Clio davanti alla Volkswagen Golf, alla Ford Fiesta, alla Polo Volkswagen ed alla Peugeot 208.

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