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Boom dei regali digitali. Ma le tasse frenano la spesa

Un Natale sottotono, ma non troppo sacrificato sul piano dei consumi. E soprattutto caratterizzato da comportamenti di spesa polarizzati: vendite online in forte crescita ma in netto calo nei negozi fisici. Numeri da boom economico per i prodotti digitali, ma beni tradizionali in caduta libera. Aumento della spesa per i consumatori più benestanti accompagnato da un dimezzamento degli acquisti per i cosiddetti «bassospendenti», quelli a budget limitato.
Ecco il bilancio della stagione delle vendite natalizie tracciato dalle rilevazioni di CartaSi, la società leader in Italia nella gestione e nell’emissione di carte di credito che in collaborazione con CorrierEconomia realizza mensilmente il barometro Cashless della spesa degli italiani realizzata attraverso banda magnetica.
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«I dati di novembre e quelli di dicembre del barometro Cashless sono solo apparentemente contraddittori, con un aumento dell’indice dello 0,6% nel primo dei due mesi e un arretramento del 2,2% a dicembre. Tuttavia, considerando che dicembre ha avuto un sabato in meno rispetto allo scorso anno, e che di sabato si concentra oltre il 18% di tutti gli acquisti settimanali il valore dell’ultimo mese dell’anno risulta eccessivamente penalizzato per ragioni tecniche», commenta Francesco Pallavicino, responsabile degli studi di scenario in CartaSi. Ecco perché, secondo il manager, ha senso considerare l’aggregato dei due mesi come un tutto unico, e da questo esame si ricava che la diminuzione tendenziale dell’indice nel bimestre si ferma al -1,2% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.
Divergenze
«Un Natale fiacco, più che un Natale di crisi, in cui è mancato lo scatto dell’aumento delle vendite nell’ultima settimana del mese, calate di circa il 7%, soprattutto perché a causa dell’incertezza sulle scadenze fiscali di gennaio molti consumatori hanno preferito astenersi dagli acquisti o rinviarli», aggiunge. L’elemento distintivo più interessante del periodo, secondo gli analisti di CartaSi, consiste nell’andamento molto divergente della spesa a livello di settore e di canale di vendita. Gli acquisti online, infatti, hanno proseguito la loro corsa tradizionale, registrando un aumento del 23,7%. Il canale «fisico» dei negozi e dei centri commerciali è sceso invece del -5,4%.
A livello settoriale, invece, si osservano dati di crescita impressionanti per i beni digitali (software e app, + 38%) e delle comunicazioni (+21,2%), a fronte di una contrazione generalizzata di tutti i beni «tangibili», dagli alimentari (in periodo natalizio!) con un meno 8,4, all’abbigliamento (-14,6%), all’informatica e servizi professionali (che include l’hardware, in grande crisi) con un -14,6%.
Ma al di là dei puri dati quantitativi sull’andamento degli acquisti emergono comportamenti di spesa che hanno rilevanza sociale. Infatti se da un lato il numero complessivo delle operazioni di acquisto è aumentato del 6,3% a novembre e del 3,6% a dicembre, l’importo della spesa media per acquisto è sceso del 4,4% e del 5,6%. «Questi dati ci fanno capire che è in corso un riposizionamento verso il basso del paniere della spesa degli italiani con un tendenziale impoverimento che fa preferire ai consumatori (o li costringe) all’acquisto di beni il cui prezzo unitario è più contenuto», commenta Pallavicino.
Il dato più «politico» che emerge dall’analisi riguarda invece l’andamento divergente delle tendenze di spesa a seconda delle classi di reddito. I cosiddetti altospendenti, il primo terzo dei consumatori con le disponibilità di spesa più elevate, non solo non hanno diminuito gli acquisti, ma li hanno aumentati (1,1%). Molto più dura la vita per i «mediospendenti», il secondo terzo, quello intermedio, che ha invece diminuito la spesa nella misura del 14% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Ma la vera débacle dei consumi si registra nell’ultimo terzo della popolazione dei consumatori con carta di credito. Coloro che realizzano il totale di spesa in proporzione più ridotto, i «bassospendenti», hanno tagliato del 54% il budget natalizio.

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