Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Boom dei prestiti alle quotate In Italia si sfiorano i 22 miliardi

Aumentano i prestiti delle grandi banche italiane alle aziende quotate, grazie soprattutto ai rifinanziamenti di alcuni gruppi come Snam Rete Gas, dopo il riassetto che l’ha portata sotto il controllo della Cdp, per arrivare a Enel e Telecom Italia.
Ad ottobre il numero di operazioni (32 contro le 65 del 2011) si è infatti dimezzato, ma il volume è aumentato del 40% (da 15,7a 22 miliardi). Nel 2012 il volume medio delle operazioni si è attestato a 686 milioni (contro 242 nel 2011). Ai vertici secondo il ranking Dealogic (esclusi i leverage buyout e il project financing), tra gli istituti di credito finanziatori, si confermano Unicredit e Intesa Sanpaolo. Il primo gruppo bancario, se si sommano i prestiti alle obbligazioni corporate, è anche terzo in Europa. Sul mercato casalingo seguono Bnl-Bnp Paribas e Mediobanca. Primo fra i gruppi stranieri è invece Hsbc. «Nel 2012 – spiega Alfredo Maria De Falco, responsabile financing & advisory di Unicredit – i volumi sono stati tuttavia influenzati dal taglio della maxi-operazione Snam, che da sola vale 9 miliardi. Esclusa Snam, il volume medio delle operazioni chiuse nel 2012 scenderebbe a 419 milioni. Nel complesso, nei primi 9 mesi del 2012 abbiamo notato una crescita in termini di volumi, nonostante un minor numero di operazioni per società medio piccole, soprattutto in caso di rating (sia elaborati dalle banche che pubblici) non investment grade. Per i grandi clienti si sono concluse importanti operazioni di volume molto rilevante». Le principali operazioni registrate finora nel 2012 sono state Enel (3,2 miliardi), Telecom Italia (4 miliardi) e Snam (9 miliardi). Il confronto con le principali operazioni dello stesso periodo del 2011, ovvero Prysmian (1,7 e poi 1 miliardo) e Ferrovie dello Stato (1,5 miliardi), fa emergere chiaramente la tendenza di aumento dei volumi complessivi, come pure del taglio medio per ogni singola operazione. Inoltre con l’inclusione anche delle operazioni di leverage buyout e project financing, in Italia si sono segnalate 50 operazioni per complessivi 27 miliardi, rispetto alle 104 operazioni per 23,8 miliardi dello stesso periodo del 2011. Si conferma pertanto anche in questo caso il trend caratterizzato da operazioni di taglio maggiore. Ora si attende la volata da qui a fine anno, dove sono in cantiere nuove operazioni di finanziamento. «Dopo una relativa calma che ha caratterizzato il mercato italiano corporate nella parte finale del terzo trimestre 2012 – continua De Falco – il quarto trimestre potrebbe invece essere caratterizzato da una ripresa anche di operazioni cross-border». La più importante operazione in rampa di lancio, se confermata, sarà lo spin-off della rete Telecom con rifinanziamento di una parte importante del debito, oltre all’acquisizione di un ramo della coreana Stx da parte di Fincantieri.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo il via libera della Commissione europea al Recovery Plan italiano arriverà un decreto legge su...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il decreto «sostegni-bis» che il governo punta ad approvare entro la fine del mese parte con una p...

Oggi sulla stampa