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Booking nel mirino dell’Antitrust Ue

La Commissione europea ha deciso di coordinare le indagini delle autorità nazionali in Svezia, Francia e Italia nei confronti di Booking.com, il sito internet dedicato alle prenotazioni in linea. La più importante società del settore è accusata di imporre agli alberghi di proporre attraverso Booking.com stanze a un prezzo altrettanto vantaggioso di quello che le stesse strutture alberghiere propongono su altri canali, siano essi su internet o su altri mezzi.
Secondo le autorità svedesi, francesi e italiane, in questo modo Booking.com sta distorcendo il mercato, perché nei fatti non consentirebbe agli albergatori di offrire camere a prezzi inferiori a quelli proposti da Booking.com. Inoltre, questa situazione ridurrebbe la concorrenza nel settore. Pur di venire incontro alle critiche, Booking.com, una società registrata in Olanda ma controllata dal gigante americano Priceline.com, ha proposto di abolire queste clausole dette «di parità».
La proposta, però, prevederebbe comunque il divieto per gli alberghi di proporre prezzi inferiori sui loro siti. Sarà sufficiente per chiudere le indagini? Non è ancora chiaro. Bruxelles ha dato tempo ai concorrenti e agli albergatori fino al 31 gennaio per rispondere a un questionario. Se l’accordo proposto da Booking.com fosse accettato, l’intesa varrebbe per tutti i 28 paesi dell’Unione. Germania, Irlanda, Austria e Regno Unito stanno anch’essi valutando se aprire una indagine ai danni della società.
Le aziende di prenotazione via internet ricevono dagli alberghi una commissione che oscilla tra il 10 e il 30% del prezzo di una camera. Secondo l’Autorité de la Concurrence, l’antitrust francese, circa il 70% delle camere d’albergo in Europa è prenotato attraverso questi portali. Proprio l’autorità francese ha avvertito che potrebbe comunque imporre sanzioni se dovesse considerare la proposta di Booking.com insufficiente per garantire la libera concorrenza.

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