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Bonus sui dati conosciuti in azienda

Il bonus fiscale, uno dei provvedimenti contenuti nel Dl 66/2014 convertito in legge mercoledì, entra a regime per ques’anno. Dopo aver infatti esordito nelle buste paga di maggio (nella maggioranza dei casi), da adesso in poi – ogni mese – si ripeterà il calcolo per verificarne la spettanza.
Il suo riconoscimento riguarda una vasta platea di persone tra cui molti lavoratori subordinati. La casistica che si presenta all’operatore è differenziata, stante la molteplicità delle variabili che si intrecciano nella gestione del personale dipendente. Una di queste è costituita dal turn-over che, se pure rallentato a causa della crisi, è comunque presente. Nel 2014 il datore di lavoro potrebbe registrare l’ingresso in azienda di un nuovo lavoratore che ha già intrattenuto un precedente rapporto, sempre nel 2014, in un’altra azienda. Come per gli altri dipendenti, anche per la new entry, nel rispetto delle condizioni previste dalla norma, si presenta la necessità di gestire il bonus. Trattandosi di un lavoratore che ha intrattenuto un precedente rapporto di lavoro, il collegamento tra i due datori (precedente e attuale) si realizza attraverso il modello Cud. Quando il rapporto di lavoro si interrompe, la normativa vigente (articolo 4 Dpr 322/98) offre al lavoratore la possibilità di richiedere, al sostituto di imposta, il modello Cud. Ricevendo tale richiesta il datore di lavoro deve rilasciare la certificazione entro 12 giorni.
Il Cud 2015 (relativo all’anno in corso) verrà probabilmente integrato con delle caselle in cui troverà posto il credito riconosciuto nel 2014. Nei casi di cessazione del rapporto con richiesta della certificazione, il sostituto di imposta deve provvedere al suo rilascio utilizzando la modulistica in vigore in quel momento. I dati del bonus possono, comunque, confluire nelle annotazioni del modello; in particolare l’importo del credito erogato al lavoratore e quello maturato ma, eventualmente non erogato, possono essere indicati nelle annotazioni, contraddistinguendoli con il codice ZZ. Ottenuta la certificazione il lavoratore ha facoltà di consegnarla al nuovo datore di lavoro; se lo fa, il sostituto di imposta, per verificare la spettanza del bonus e il relativo ammontare, deve tenere anche conto dei dati riferiti al precedente rapporto. Le informazioni contenute nel modello Cud sono utili alla verifica della capienza dell’imposta lorda, rispetto alle detrazioni per lavoro dipendente e assimilato: nel calcolo si deve tenere conto anche dell’importo del reddito e dei giorni per cui spettano le detrazioni per lavoro, indicati nel Cud relativo alla precedente occupazione. Le informazioni del Cud servono anche per la determinazione del bonus da erogare che può variare in funzione del reddito. Quest’ultimo si individua comprendendovi quanto già corrisposto a titolo di reddito di lavoro dipendente dal precedente datore di lavoro e certificato nel modello Cud. Per stabilire l’ammontare esatto del bonus da erogare si deve detrarre, dal credito complessivamente spettante, quanto già riconosciuto, allo stesso titolo, dal precedente datore di lavoro. La parte ancora dovuta può essere erogata suddividendola tra i diversi periodi di paga in funzione del numero dei giorni lavorati in ognuno di essi. Le cose cambiano se il lavoratore decide di non consegnare il modello Cud al datore di lavoro attuale. In tale circostanza il nuovo sostituto d’imposta, per determinare la spettanza del credito e il relativo ammontare, deve basarsi solo ed esclusivamente sui dati reddituali che conosce. Il lavoratore è tenuto, in ogni caso, comunicare al sostituto l’eventuale assenza o il venir meno dei presupposti per il riconoscimento del credito; ciò può avvenire, per esempio perché la sommatoria dei redditi derivanti dai due rapporti di lavoro, determini il superamento della fascia reddituale massima oltre cui si perde il diritto al bonus.

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