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Bonus sui beni nel Redditi 2017

Con le ultime indicazioni dell’Agenzia delle entrate (circolare 4/E del 2017) i maxi-ammortamenti relativi al 2016 entrano nel modello Redditi. Tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo possono godere dell’agevolazione, che per sua stessa natura ha una rilevanza unicamente fiscale.

L’agevolazione è stata introdotta dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208 (di seguito anche «legge di Stabilità 2016») con riguardo agli acquisti di «beni materiali strumentali nuovi» effettuati entro il 31 dicembre 2016. La stessa, denominata «super-ammortamento», consiste nella possibilità per l’imprenditore e il lavoratore autonomo di maggiorare il costo di acquisizione del 40% ai soli fini delle imposte sui redditi e con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. L’ampia definizione soggettiva comporta che dal modello redditi Sc a quello Pf ogni dichiarazione è interessata dalla agevolazione. Ricordiamo che anche ai soggetti in regime di vantaggio (i cosiddetti minimi con imposta sostitutiva del 5%) è consentito usufruire del bonus. Per tali soggetti nella determinazione del reddito, il costo di acquisto dei beni strumentali è deducibile nell’esercizio in cui è avvenuto il pagamento (principio di cassa). Ma ciò non deve essere visto come un ostacolo alla fruizione dell’agevolazione «trattandosi, in sostanza, di una diversa modalità temporale di deduzione del medesimo costo». Se l’agevolazione spetta sia per gli acquisti in proprietà sia per quelli in leasing, i minimi si sarebbero trovati esclusi dall’agevolazione nel caso di acquisto in proprietà e invece ricompresi nel caso di acquisizione in leasing. I minimi hanno un limite di investimenti superato il quale escono dal regime. La maggiorazione è però concessa ai soli fini del calcolo degli ammortamenti e ai fini dell’individuazione della quota deducibile dei canoni leasing e quindi la maggiorazione del costo deve essere ritenuta ininfluente nella verifica del superamento o meno del limite di investimenti.

Il meccanismo applicativo che trova esposizione in dichiarazione dei redditi è semplice in quanto la «maggiorazione del 40% si concretizza in una deduzione che opera in via extracontabile, non correlata alle valutazioni di bilancio, si ritiene che la stessa vada fruita in base ai coefficienti di ammortamento stabiliti dal dm 31 dicembre 1988, a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene. In caso di cessione o di eliminazione del bene stesso dal processo produttivo, non si potrà fruire di eventuali quote non dedotte della maggiorazione». L’esempio proposto e la soluzione sono i seguenti:

  • – bene di costo 100, con coefficiente di ammortamento 10;
    – la variazione in diminuzione è pari a 4 (cioè al 10% del maggior costo figurativo di 40);
    – l’impresa imputa a conto economico un ammortamento ridotto, per esempio pari a 8,
    – la variazione in diminuzione non deve essere commisurata a questo importo (diventando 3,2, e cioè il 40% di 8) ma rimane possibile effettuare la variazione in diminuzione a fini fiscali pari a 4.
  • Quindi per riassumere se Alfa acquista un bene agevolabile con coefficiente di ammortamento del 10% e sostiene un costo di 10.000:

– se imputa in bilancio un ammortamento di 1.000 effettua una variazione in diminuzione nel modello Redditi pari a 400;
– se imputa in bilancio un ammortamento di 1.300 effettua una variazione in aumento di 300 pari alla differenza tra quanto imputato a conto economico e l’importo massimo di ammortamento deducibile con riferimento al costo (non maggiorato) del bene e una variazione in diminuzione nel modello Redditi, per dar conto dell’agevolazione, pari a 400;
– se imputa in bilancio un ammortamento di 800 effettua una variazione in diminuzione nel modello Unico pari a 400.

Per il calcolo dello sconto sono applicabili le norme di cui all’art. 102 del Testo unico (per esempio nel primo anno l’ammortamento è calcolato applicando il 50% dei coefficienti). Occorre pertanto che l’investimento sia effettuato nel periodo temporale stabilito dalla norma, mentre l’ordinaria condizione dell’entrata in funzione rileva solo per determinare il momento da cui l’agevolazione risulta produrre i suoi effetti. Ciò in quanto il comma 91 dell’articolo 1 della legge di Stabilità dispone che la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione compete per gli investimenti effettuati in beni materiali strumentali nuovi «dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016» e «ai fini della determinazione della spettanza della predetta maggiorazione, si è dell’avviso che l’imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell’agevolazione segua le regole generali della competenza previste dall’articolo 109, commi 1 e 2, del Tuir» e «si ritiene, inoltre, che la maggiorazione in questione, traducendosi in sostanza in un incremento del costo fiscalmente ammortizzabile, possa essere dedotta, conformemente a quanto previsto dall’articolo 102, comma 1, del Tuir solo «a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene».

Norberto Villa

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