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Bonus sisma al 110% ma sale il plafond Alt su comuni in crisi

Il Senato vota con 148 sì, e 117 contrari, la fiducia posta dal governo sul maxiemendamento al decreto agosto, ma in extremis limita il restyling della manovra estiva. Anzitutto per le richieste di stralcio arrivate dalla Ragioneria generale ma anche per lo stop ad alcune norme indicate dalla presidenza di Palazzo Madama, che hanno fatto slittare a questa mattina il disco verde e che hanno portato all’esclusione dal testo di un mini-pacchetto di misure e alla riformulazione di altre 20. A cominciare da quella sui superbonus nelle zone colpite dagli eventi sismici. A tutti gli abitanti dei comuni spetterà la detrazione del 110% (e non più del 160% come previsto nei giorni scorsi) sugli interventi di efficienza energetica e di adeguamento antisismico per l’importo eccedente il contributo riconosciuto per la ricostruzione. Scatta poi un incremento del 50% del plafond delle spese ammesse all’ecobonus e al sisma bonus, che sale da 96mila a 144mila euro, per i fabbricati danneggiati dai terremoti del 2009 e del 2016 nelle aree del Centro Italia, comprese la case diverse dalla prima abitazione.

Sotto la tagliola decisa dalla presidenza del Senato finisce anche la riforma delle regole per gli enti locali in crisi, che avrebbe assegnato Comuni e Province a rischio dissesto la possibilità di presentare un piano di rientro in 10 anni da sottoporre all’esame del ministero dell’Interno. Con lo stop alla norma, restano le vecchie procedure, con i piani di rientro in un orizzonte temporale da 4 a 20 anni a seconda dell’entità del buco da colmare e soprattutto restano i controlli semestrali in mano alla Corte dei conti, che spesso boccia i tentativi di riequilibrio presentati dagli enti locali aprendo la strada al dissesto. Alla base del tentativo di riforma ci sono proprio le battaglie fra gli enti locali e la Corte dei conti, come quella epica di Napoli che da anni è in lotta a suon di norme su misura per fermare il dissesto (l’ultima, nel decreto semplificazioni, lo blocca fino al giugno 2021, quando termina il secondo mandato del sindaco De Magistris). Lo stop di Palazzo Madama non chiude comunque la partita, destinata a riaprirsi presto con la legge di bilancio. Sempre in fatto di enti locali, cade anche la norma che permetteva ai Comuni e alle Province in pre-dissesto di non applicare al preventivo 2020-22 la quota di disavanzo da ripianare quest’anno. Resta invece lo stop alle sanzioni (pari all’1% delle entrate) per gli enti strutturalmente deficitari che non riescono a garantire la copertura di legge del costo dei servizi.

L’elenco di norme dichiarate inammissibili dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, spazia dalle autostrade Venete alle Olimpiadi Milano e Cortina. «Francamente stentiamo a capirne le motivazioni», dichiara il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci. E a indispettire un altro Dem, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, è in particolare l’alt all’emendamento che puntava a limitare il regime fiscale degli affitti brevi a chi gestisce non più di quattro appartamenti prevedendo l’equiparazione ad attività imprenditoriale con un numero superiore. L’intervento dovrebbe comunque essere recuperato nella manovra autunnale.

Con questo colpo di coda la manovra estiva, con il suo carico di misure (dal lavoro al Sud) coperte con 25 miliardi di deficit, arriva ”blindata” alla Camera per il sì finale atteso entro il 13 ottobre. Proprio Ieri la Commissione Ue ha dato l’ok allo schema italiano da 1,5 miliardi per il sostegno alle aziende del Sud colpite dall’epidemia Covid, che ridurrà il costo del lavoro e aiuterà a mantenere i posti di lavoro. «Questo schema aiuterà le aziende del Sud ad affrontare i problemi di liquidità, mantenendo il livello di occupazione», ha detto la responsabile della concorrenza, Margrethe Vestager

Nel passaggio al Senato sono stati inseriti nel testo i tre Dl, approvati quest’estate, “a perdere” (avvio dell’anno scolastico 2020/2021, svolgimento delle elezioni del 19 e 20 settembre e sanificazione dei seggi elettorali). Ad arricchire il decreto la possibilità per le imprese di rinviare al prossimo anno gli ammortamenti del costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali legati al bilancio di quest’anno, la rivisitazione del superbonus del 110% e lo stop alle due rate Imu per alberghi e strutture ricettive. Previsti anche l’ampliamento della platea del bonus ristorazione e una dote da 30 milioni per stabilizzare parte dei precari impegnati nella ricostruzione post-terremoto nel Centro-Italia.

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