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Bonus ricerca e sviluppo super

Bonus ricerca e sviluppo a perimetro ampio. Tutto il personale impiegato in attività di ricerca e sviluppo potrà essere conteggiato al fine di determinare l’agevolazione per il credito di imposta. Via libera all’accesso anche per le start-up costituite nel 2015 o negli anni successivi. E piena compatibilità dell’agevolazione con altri bonus fiscali e con l’applicazione del Patent Box. Questi sono alcuni dei chiarimenti che l’Agenzia delle entrate ha fornito ieri con la circolare n. 5/E/2016. La circolare fa luce su una serie di temi collegati al credito d’imposta per l’attività di R&S agevolata dall’articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, come modificato dal comma 35 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015). Le novità ampliano di fatto lo strumento rispetto ad alcune interpretazioni restrittive che avevano inizialmente reso poco appetibile la norma per le pmi (si veda tabella in pagina con le novità in sintesi).

Il personale non qualificato è ammesso all’agevolazione. Il personale qualificato in possesso di lauree tecniche e titoli assimilabili non sarà l’unica categoria di personale interno a poter fruire del credito d’imposta per la ricerca & sviluppo. La circolare apre infatti la porta ai costi sostenuti per il personale non «altamente qualificato» impiegato nelle attività di ricerca eleggibili. Questi lavoratori, che in un primo tempo sembravano esclusi dall’agevolazione, potranno invece essere inseriti all’interno delle spese per «competenze tecniche e privative industriali». Anche per loro le imprese devono prevedere un apposito registro. La differenza rispetto al personale qualificato, è che beneficiano di una percentuale di aiuto del 25% anziché del 50%.

Professionisti assimilabili al personale o a ricerca contrattuale. Possono essere agevolabili anche i costi sostenuti per l’attività di ricerca svolta da professionisti in totale autonomia di mezzi e di organizzazione se andranno a ricadere nella «ricerca contrattuale». Se l’attività venisse svolta all’interno dell’impresa beneficiaria, la voce di costo potrebbe essere attribuita invece al personale qualificato e assimilabile.

Il credito d’imposta per R&S non è un aiuto di stato. Il credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo, non essendo un aiuto di stato e non rilevando ai fini del regime de minimis, deve ritenersi fruibile anche in presenza di altre agevolazioni, salvo che le norme disciplinanti le altre misure non dispongano diversamente. La circolare va anche oltre e specifica che i costi ammissibili, devono essere assunti al lordo di altri contributi pubblici o agevolazioni ricevuti, ponendosi come unico limite l’impossibilità di ottenere aiuti che superino l’importo complessivo della spesa ammissibile. Altra precisazione attesa è che i costi rilevanti ai fini dell’attribuzione del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo rilevano per il loro intero importo anche ai fini della determinazione del reddito detassato nel regime di patent box.

Ammessi anche progetti di R&S già avviati. L’agevolazione spetterà anche a progetti di ricerca & sviluppo avviati precedentemente al primo esercizio ammissibile. Pertanto, a titolo di esempio, se un’impresa ha avviato un progetto di R&S nel 2014, questo non esclude, di per sé, l’ammissibilità degli investimenti in attività di ricerca per la parte di costi sostenuti nel periodo individuato dalla norma. Sono, pertanto, agevolabili tutti gli investimenti effettuati durante il periodo di vigenza del beneficio, a prescindere dal momento in cui sono stati avviate le relative attività di ricerca.

Via libera ai costi dell’amministratore. I costi dell’amministratore, sia dipendente che non dell’impresa, potranno essere finanziati dal credito d’imposta per attività di R&S. Le condizioni sono che l’attività svolta sia adeguatamente comprovata e il compenso sia agevolabile, solo per la parte che remunera l’attività di ricerca effettivamente svolta dall’amministratore.

Roberto Lenzi

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