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Bonus, platea più larga gli 80 euro vanno anche ai senza lavoro e ai Cig

NON solo per i lavoratori dipendenti, ma anche per coloro che attualmente percepiscono indennità di cassa integrazione, mobilità e disoccupazione e che guadagnino tra gli 8 mila e i 26 mila euro lordi annui. Una circolare dell’Agenzia delle entrate definisce la platea del bonus- Renzi da 80 euro.

 IL CREDITO Irpef – spiega l’Agenzia nella seconda circolare dedicata al decreto all’esame del Senato, mentre si avvicina la data del 27 maggio, giorno della prima erogazione – scatta anche per i lavoratori che percepiscono somme indirizzate a sostegno del reddito, come cig, mobilità e disoccupazione. Il diritto al bonus, infatti, come chiarisce la circolare, è da considerarsi «automatico», perché le somme percepite costituiscono proventi comunque conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente, quindi assimilabili alla stessa categoria di quelli sostituiti. Il bonus per questi soggetti sarà erogato dall’Inps, ente cui spetta il pagamento delle indennità. La platea degli interessati, finora valutata intorno ai 10 milioni di soggetti, non si espande in quanto cassintegrati e mobilità (che in totale sono 2,1 milioni) sarebbero già stati contabilizzati nelle stime dell’Economia e dunque dovrebbero essere stati oggetto di normale e regolare copertura.
Mentre l’Agenzia lavora al
bonus, arrivano alcuni elementi di frizione con il governo. Il ministero dell’Economia, con una lettera del sottosegretario Enrico Zanetti al direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera, ha formulato una serie di rilievi sul concorso per l’assunzione di 403 dirigenti di seconda fascia. La lettera di Via Venti Settembre punta l’indice sui criteri stabiliti per assegnare i punteggi e rileva che su 280 punti ben 45 verranno assegnati a chi può vantare «incarichi professionali conferiti dalla Pa» (il resto è così composto: 100 prova orale, 100 prova scritta e 35 titoli accademici). «Mi sembra che i 45 punti per “incarichi professionali conferiti dalla Pa”, in un contesto quale quello dell’Agenzia delle entrate – scrive Zanetti – dove attualmente ci sono 767 dirigenti nominati con incarico fiduciario, invece che con concorso pubblico, possano essere visti come un bonus competitivo troppo grande a favore degli incaricati fiduciari, in gran parte nominati in questi anni di assenza di concorsi dalla stessa Direzione che ora bandisce il concorso». Il rischio, aggiunge il ministero dell’Economia, è che il concorso «possa essere percepito come una corsa impari tra incaricati fiduciari e altri aspiranti, con esclusione in grandissima parte di questi ultimi e sostanziale conferma dei primi ».
Tornando al bonus-Irpef e alla circolare dell’Agenzia, spetterà anche ai lavoratori part-time e a quelli deceduti in rapporto al loro periodo di lavoro nel 2014. Inoltre, la circolare stabilisce che per verificare il limite di 26 mila euro, oltre il quale il lavoratore non ha diritto al bonus, si deve tenere conto anche dei redditi provenienti dall’affitto di immobili assoggettati a cedolare secca. Non concorrerà invece a formare reddito ai fini dell’erogazione del bonus il salario di produttività (soluzione apprezzata ieri dalla Cgil).
Fin qui i chiarimenti dell’Agenzia, mentre al Senato sono stati conteggiati 789 emendamenti al provvedimento. Dal Pd sono arrivati 135 emendamenti tra i quali quelli del presidente della Commissione Finanze Mauro Marino per «salvare» i conti correnti e i depositi sotto i 25 mila euro dall’aumento dell’aliquota al 26 per cento. Il Nuovo centro destra propone invece l’allargamento del bonus alle famiglie monoreddito e con figli a carico, ma per il Pd Santini, pur non contrario in principio, l’ intervento andrà collocato in altri provvedimenti.
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