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Bonus per ricerca e sviluppo

Riconoscimento di un credito d’imposta nella misura tra il 25 e il 30% a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019. Apertura della normativa italiana alle start-up innovative Europee che hanno una sede produttiva o un filiale nel nostro paese. Incremento di un anno, da 4 a 5, del limite temporale entro il quale poter essere considerate start-up innovativa dalla data di costituzione della società, estendendo del medesimo periodo la relativa facoltà di godere del particolare statuto normativo ad essa dedicato. Introduzione di un regime opzionale di tassazione agevolata per le società e gli enti commerciali per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali. Queste alcune delle misure contenute nella legge di stabilità 2015 approvate dal consiglio dei ministri di ieri e inviata a Bruxelles per il vaglio dell’Unione europea.

Credito d’imposta – Il credito d’imposta del 25% sarà riconosciuto, fino a un importo massimo annuale di euro 5 milioni per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute dalle imprese spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a euro 30 mila.

Patent box – Regime opzionale di tassazione agevolata per le società e gli enti commerciali con riferimento ai redditi derivanti sia dalla concessione in uso delle opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di marchi d’impresa nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico, beni immateriali sia da quelli rivenienti dall’utilizzo diretto degli stessi nell’esercizio della propria attività di impresa. L’esclusione del 50% del reddito derivante dall’utilizzo di beni immateriali è la misura minima di esclusione che può rendere attraente il regime in parola per le imprese.

Start-up – Esenzione per un quinquennio dal pagamento dell’ imposta di bollo, dei diritti di segreteria e del diritto annuale per l’iscrizione della start-up nella sezione speciale del registro delle imprese. Intervento sulla disciplina che regolamenta il cosiddetto equity crowdfunding per le start-up innovative, ovvero la possibilità per queste società di utilizzare portali online per la raccolta di capitale di rischio attraverso gestori specializzati. La modifica proposta intende ampliare la possibilità di raccogliere capitale in crowdfunding ai veicoli di investimento, siano essi Oicr o società di partecipazioni che investono prevalentemente in start-up innovative. Favorendo così la raccolta dei capitali da parte delle start-up e tale possibilità rappresenta certamente l’elemento più decisivo per la crescita dell’ecosistema start-up.

Fondo di garanzia Pmi – Ridisegnato il funzionamento del fondo centrale con l’obiettivo di rendere lo stesso più efficiente ed efficace anche alla luce delle iniziative europee finalizzate al sostegno del credito alle piccole e medie imprese. Nell’ambito degli strumenti a disposizione del fondo, la novità principale è rappresentata dalla possibilità per il fondo di garantire le c.d. tranche mezzanine emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione aventi come sottostante prestiti alle piccole e medie imprese. Nello stesso contesto, si innesta una revisione della governance del fondo volta a prevedere un comitato di monitoraggio e valutazione che abbia al suo interno anche i rappresentanti del mondo delle imprese e del sistema finanziario.

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