Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bonus per redditi medio-bassi

La riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati, introdotta dal Dl 66/14, è stata approvata definitivamente. Di conseguenza, per tutto l’anno in corso, i lavoratori titolari di redditi medio bassi potranno contare sul bonus (80 euro in genere) con cui, almeno nelle intenzioni, l’esecutivo tenta di dare slancio ai consumi e, di riflesso, all’economia.
Oltre ai contribuenti (privati e pubblici) titolari di reddito da lavoro dipendente (ex articolo 49, comma 1, del Tuir), sono potenzialmente beneficiari del credito i titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (articolo 50, comma 1, del Tuir), quali – ad esempio – i compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative; le somme corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale; i redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nonché i compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative.
La misura si riferisce al 2014; diverrà strutturale e dunque applicabile anche agli anni successivi, con la legge di stabilità per il 2015, mediante l’utilizzo di un apposito fondo costituito allo scopo.
Il meccanismo previsto per l’erogazione è relativamente semplice. Il bonus viene riconosciuto solo ai dipendenti che ricevono, nel 2014, un reddito di lavoro dipendente e/o assimilato, non superiore a 26mila euro. Nella determinazione del limite reddituale si può escludere il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e quello delle relative pertinenze. Il credito viene erogato se, dopo l’applicazione della detrazione fiscale riconosciuta per lavoro dipendente, al reddito residua un imposta dovuta all’erario.
Una volta verificata la presenza delle condizioni evidenziate, sulla base dei dati in suo possesso e senza chiedere ulteriori informazioni né attendere una apposita domanda del lavoratore, il sostituto di imposta è chiamato a erogare il bonus.
Per scelta o per necessità (dettata dalle coperture), restano fuori dal bonus una serie di soggetti tra cui i pensionati, le partite Iva e chi, pur essendo l’unico percettore di reddito in un nucleo familiare numeroso, è titolare di un reddito complessivo superiore a 26mila euro, nonchè i così detti incapienti (coloro, cioè, che non devono alcuna imposta).
Possono beneficiare del credito anche i soggetti percettori di trattamenti previdenziali. In pratica, tutti coloro che ricevono la prestazione direttamente dall’Inps si vedranno automaticamente riconosciuto il credito dall’Istituto.
Per determinarne l’importo, l’Inps ha già precisato (circolare 67/14) che si baserà sui dati in suo possesso relativi ai redditi dei lavoratori, come quelli inerenti alle prestazioni erogate ovvero desunti dal casellario delle pensioni.
Anche coloro che fruiscono della prestazione di esodo (isopensione), prevista della legge 92/12, per facilitare l’uscita dall’azienda dei lavoratori anziani, potranno contare sul bonus; naturalmente, nel rispetto delle condizioni reddituali.
Sono, invece, escluse dal beneficio tutte le prestazioni a sostegno del reddito soggette a tassazione separata (articolo 17 del Tuir) come, ad esempio, l’una tantum cocopro; stessa sorte per i pagamenti anticipati delle indennità in unica soluzione (ad esempio Aspi, mini Aspi, mobilità).
Semaforo rosso anche per i trattamenti di famiglia e per l’assegno di maternità e per il nucleo familiare concesso dai Comuni, nonché per l’indennità di maternità in favore delle lavoratrici autonome, così come i trattamenti di malattia e maternità per gli iscritti alla gestione separata, in qualità di liberi professionisti e titolari di partite Iva.
In conseguenza dell’automaticità nel riconoscimento del credito, coloro che non si trovano nelle condizioni reddituali per l’ammissione al beneficio devono comunicarlo all’Inps, il quale provvederà a non erogare il bonus ovvero – ove già corrisposto – a recuperarlo riducendo gli importi delle prestazioni che successivamente pagherà o in sede di conguaglio di fine anno.
Chi, infine, riceve il trattamento previdenziale dal datore di lavoro, si vedrà riconosciuto il credito da quest’ultimo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa