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Bonus per 7 milioni di italiani il “tesoretto” alle fasce deboli Padoan: così crescita più forte

Il governo tira dritto sull’operazione “tesoretto”. Obiettivo: sostenere i redditi più bassi e combattere la povertà. Dopo l’annuncio di Renzi della disponibilità di 1,6 miliardi per interventi già da quest’anno, ieri la conferma che la misura sarà indirizzata alle fasce più disagiate della popolazione è giunta dal ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, che ha parlato di «sostegno ai redditi più bassi» e da quello del Lavoro, Giuliano Poletti. «La logica di un intervento contro le povertà sarebbe la stessa che ci ha portato a introdurre il bonus degli 80 euro», ha sottolineato Padoan al Tg1 e alla Stampa, parlando di «varie ipotesi» allo studio. «L’evidenza empirica dice che dove la distribuzione della ricchezza è più equa, anche la crescita è migliore », ha aggiunto. Raddoppia il tiro Poletti annunciando che è intenzione del governo destinare il bonus «alla parte più debole della società». Condivide la scelta anche la presidente del Camera, Laura Boldrini: «Mi auguro che si vada in questa direzione, in Italia si è trascurata troppo la disuguaglianza che è aumentata in modo vertiginoso».

Rabbiosa e stizzita la reazione del centrodestra che contesta a tutto campo l’operazione del governo e la bolla come una spesa in deficit, invece che un beneficio della crescita e dell’effetto- Draghi. «Renzi è spudorato, ha il rapporto deficit-Pil al limite e pensa al tesoretto», ha detto il capogruppo di Fi a Montecitorio, Renato Brunetta. Ironizza anche Toti, consigliere politico degli “azzurri”: «A Palazzo Chigi hanno il pallottoliere?». «Inesistente tesoretto per fare la campagna elettorale», sentenzia Gasparri. I tecnici del governo sono invece già al lavoro per quantificare la platea dell’operazione volta contenere le diseguaglianze e a mettere nelle tasche dei più poveri un mini-bonus. Naturalmente il dibattito è aperto ma se le cose andranno come lo scorso anno è possibile che il decreto arrivi in tempo utile per la scadenza di maggio ed estenda il beneficio fino a dicembre. Pressano per questa soluzione i sindacati: chiedono di estendere il bonus a pensionati la Cisl e la Uil. Così si lavora sulla platea di 10 milioni di italiani, che presumibilmente scenderanno a 7 escludendo gli autonomi e mantenendo nel mirino dipendenti e pensionati che, pur guadagnando sotto gli 8.000 euro annui, per via del meccanismo puramente fiscale del vecchio bonus, non stanno partecipando all’erogazione in corso che prevede, come è noto, redditi tra gli 8.000 e i 26 mila euro. Lo scorso anno si tentò fino all’ultimo di inserire la norma nella legge di Stabilità, ma i vincoli di bilancio impedirono l’operazione. L’operazione bonus-bis o mini- bonus potrebbe riguardare erogazioni monetarie per i cosiddetti incapienti, lavoratori dipendenti e pensionati che stanno sotto quota 8.000: si tratta di 6,9 milioni di individui che potrebbero contare su 230 euro complessivi tra maggio a dicembre (come ha simulato la Uil servizio politiche economiche, circa 29 euro al mese). Per queste retribuzioni si tratterebbe di un incremento 3-5 per cento del netto in busta-paga che darebbe un piccolo ma stabile sollievo in grado di evitare un ulteriore scivolamento.
L’altra operazione, in opzione, riguarderebbe sempre le fasce disagiate attraverso il potenziamento del piano povertà ora in sperimentazione al Sud e nelle grandi città, il «Sia». L’effetto dell’operazione emergerebbe solo in un periodo più lungo di tempo e l’esito sarebbe più incerto per i meccanismi di attuazione, di identificazione dei soggetti e delle modalità di accesso che attualmente prevedono la certificazione di un reddito Isee inferiore ai 3 mila euro oppure l’assegnazione alle famiglie che hanno totalizzato meno di 4 mila euro negli ultimi sei mesi. Non è escluso tuttavia che un potenziamento dell’operazione arrivi anche grazie all’utilizzo del programma inclusione dei fondi europei.
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