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Bonus locazioni, accettabile il ritardo

Le agevolazioni deliberate dai Comuni per i tributi locali, quali l’Imu, non rientrano nel campo di applicazione della remissione in bonis, cioè la possibilità di tornare in regola con gli adempimenti formali, prevista nell’articolo 2, del Dl 16/2012. Questo perché, nonostante la disposizione si rivolga genericamente a benefici di natura fiscale, la sanzione prevista è riferita alle imposte erariali. Una conferma indiretta è peraltro rappresentata dal fatto che non è stato istituito alcun codice per il pagamento con il modello F24 di una sanzione destinata agli enti locali.
Sarebbe peraltro opportuna una previsione che estenda la remissione in bonis a tutti i comparti dell’ordinamento tributario. Va comunque detto che nei tributi locali sono rari i casi in cui un’agevolazione è subordinata all’assolvimento di un onere procedurale.
Così, per esempio, un fabbricato d’interesse storico artistico ha diritto alla riduzione a metà dell’Imu anche se non è stato dichiarato come tale.
Lo stesso dicasi per l’esenzione degli immobili degli enti non commerciali. L’abitazione principale, alla quale competono aliquota ridotta e detrazione, ugualmente non deve essere dichiarata.
Le medesime considerazioni valgono per tutte le agevolazioni previste per il comparto agricolo.
Al contrario, però, la riduzione a metà per inagibilità può applicarsi solo a partire dalla data di comunicazione ovvero da quella in cui il Comune ne è venuto comunque a conoscenza.
Quanto alle agevolazioni deliberate in via facoltativa dai Comuni, occorre in primo luogo verificare l’esatta formulazione adottata in delibera.
Se dalla lettura della delibera non emerge che il termine stabilito ha natura perentoria, resta possibile l’adempimento tardivo. Così, se la delibera concede l’aliquota ridotta agli immobili affittati disponendo semplicemente che il contribuente debba presentare il contratto di affitto entro un determinato termine, la trasmissione tardiva del documento non pare esclusa.
A tale scopo, occorre che l’atto deliberativo adotti formulazioni del tipo «entro e non oltre il» oppure precisazioni quali «il suddetto termine deve ritenersi perentorio». In linea di principio, l’esigenza di apporre termini inderogabili per l’applicazione di benefici fiscali deriva dalla necessità di considerare l’impatto degli stessi in termini di gettito sul bilancio locale.

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