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Bonus lavoro: ecco il test di convenienza

Punta su due nuovi incentivi alle assunzioni il decreto legge sull’occupazione (Dl 76/2013) varato la scorsa settimana dal Governo, che mette in campo risorse per 1,5 miliardi: il primo, destinato per la maggior parte al Sud, è un bonus che equivale al taglio totale dei contributi per i datori che inseriscono in pianta stabile giovani under 30 disoccupati da almeno sei mesi o senza diploma superiore o professionale, o che vivono da soli con una o più persone a carico.
Il secondo incentivo, valido per ogni area del Paese, è riservato invece a chi assume un disoccupato che percepisce l’Aspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego: il datore incasserà, per ogni mese di stipendio pagato, un contributo pari al 50% dell’indennità residua che sarebbe stata versata al lavoratore, se fosse rimasto senza impiego.
È questa la “fase 1” degli interventi contro la disoccupazione messi in campo dal Governo, in attesa di trovare le risorse per un taglio strutturale al cuneo fiscale, la ricetta più efficace, a detta delle aziende, per ridare slancio all’economia e favorire nuove assunzioni (secondo l’Ocse, in Italia la pressione fiscale e contributiva sul lavoro è del 47,6%, nel 2012, per un single senza figli, contro una media Ocse del 35,6%; per una coppia monoreddito con due figli, il cuneo vale il 38,3%, contro il 26,1% della media dei 34 Paesi dell’organizzazione).
L’obiettivo del Governo, con gli incentivi e con le altre misure del «pacchetto Giovannini», è creare 200mila nuovi posti di lavoro entro il 2015. L’Italia, del resto, ha il record negativo in Europa per il numero dei «Neet», i giovani che non studiano, né lavorano: sono oltre 3,3 milioni sotto i 35 anni. E dal 2008 la crescita è stata del 17%, l’equivalente di oltre mezzo milione di “scoraggiati” in più, con una forte presenza al Sud. Proprio nel Mezzogiorno, infatti, si concentra la maggior parte delle risorse disponibili, che derivano dalla riprogrammazione del budget europeo relativo al periodo 2007-2013.
Gli effetti dei bonus
L’incentivo principale messo in campo dal Governo – finanziato con una dote di quasi 800 milioni, di cui 500 solo per il Meridione – è pari a un terzo dello stipendio mensile lordo, al massimo per 18 mesi, e con un tetto di 650 euro, da assegnare alle aziende che assumono a tempo indeterminato, e aumentano così la base occupazionale. Il nuovo incentivo rischia di entrare in concorrenza, però, con l’apprendistato, il contratto per i giovani che a più riprese (dal Testo unico del 2011 alla riforma Fornero del 2012) è stato indicato come la via d’ingresso principale sul mercato del lavoro.
Dalle elaborazioni fatte dal Sole 24 Ore del Lunedì confrontando il costo di un’assunzione, sotto il profilo contributivo, con e senza gli incentivi oggi disponibili, risulta che l’apprendistato, almeno nell’industria e nell’artigianato, resta la forma contrattuale più conveniente (soprattutto perché l’importo lordo della retribuzione è inferiore), anche se il datore deve mettere in campo un impegno maggiore, in primis per l’obbligo di formazione del giovane.
Sempre dalle simulazioni realizzate, appare particolarmente appetibile, per i datori, il secondo bonus previsto dal Governo per chi assume i percettori di Aspi: nel caso considerato, per un’assunzione nel commercio, per esempio, questo incentivo riduce il costo mensile a carico del datore a 1.378 euro, contro 1.478 euro da versare per un apprendista. L’importo massimo dell’Aspi previsto per il 2013 è di 1.152,90 euro mensili: il contributo potenziale che il datore potrebbe incassare è dunque di 576 euro al mese.
I percorsi scuola-lavoro
Alla luce delle esperienze più virtuose avviate in Europa, come quella tedesca (si veda l’articolo in basso), il Governo punta sui tirocini, anche durante il percorso scolastico o universitario. Per il Mezzogiorno sono finanziate con 168 milioni di euro, fino al 2015, borse di tirocinio formativo a favore di giovani che non lavorano e non studiano. Per gli universitari sono in arrivo nuovi stage curricolari (disponibili 10,6 milioni), mentre gli iscritti al quarto anno della scuola secondaria di secondo grado, con priorità per gli istituti tecnici e professionali, potranno frequentare tirocini formativi nelle imprese.

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