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Bonus investimenti con vista sul passato

Il calcolo del nuovo credito d’imposta del 15% per l’acquisto di beni strumentali nuovi (previsto dall’articolo 18 del Dl 91/2014) comporta un confronto tra i nuovi investimenti e il plafond di quelli effettuati in anni precedenti. Il beneficio spetta sull’eccedenza per tutti i titolari di reddito d’impresa mentre restano esclusi i lavoratori autonomi.
Il computo
Il meccanismo di computo del credito d’imposta è di tipo incrementale: spetta sugli investimenti effettuati dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015, in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore. Il meccanismo ricorda, quindi, la legge Tremonti-bis (legge 383/2001, articolo 4). In sostanza, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, per il calcolo del credito d’imposta spettante per il 2014 va effettuato il confronto tra investimenti realizzati dal 25 giugno al 31 dicembre 2014 e la media degli investimenti effettuati nel periodo 2009-2013: sull’eccedenza spetta il credito d’imposta.
Per il credito spettante per il 2015, il confronto va invece effettuato tra investimenti realizzati dal 1° gennaio al 30 giugno 2015 e la media degli investimenti del periodo 2010-2014.
Nel calcolo della media degli investimenti è possibile eliminare il periodo con gli investimenti maggiori: ad esempio, nel calcolo della media 2009-2013, se l’importo più elevato è nel 2011, si calcolerà la somma degli investimenti degli anni 2009-2010-2012-2013 e si dividerà per quattro.
Nel calcolo del credito d’imposta si tiene conto soltanto delle operazioni di investimento e non anche – in negativo – delle operazioni di disinvestimento come, invece, accaduto per la Tremonti-bis. La norma stabilisce che il credito d’imposta non spetta per gli investimenti di importo unitario inferiore a 10mila euro. La soluzione più semplice è quella di «eliminare» tali beni dal calcolo degli investimenti da confrontare con la media del quinquennio precedente senza tuttavia effettuare la stessa eliminazione in ciascun anno del quinquennio. Così facendo, tuttavia, il confronto avviene tra termini non omogenei.
Il credito d’imposta spetta anche alle imprese che, alla data del 25 giugno, hanno un’attività d’impresa inferiore ai cinque anni. In questo caso, la media degli investimenti pregressi avrà a riferimento un periodo temporale ridotto rispetto al quinquennio. Il beneficio compete, altresì, alle imprese costituite dopo il 25 giugno 2014; in tal caso, il credito d’imposta si applica con riguardo al valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo di imposta. Ad esempio, un soggetto costituito il 30 giugno calcolerà il 15% sull’ammontare degli investimenti effettuati sino al 31 dicembre 2014 e per gli investimenti realizzati nel 2015, sino al 30 giugno, non avrà necessità di alcun confronto con gli investimenti realizzati nel 2014 in quanto tale anno, essendo l’unico periodo pregresso, può essere escluso.
I beni interessati
L’agevolazione spetta per i beni strumentali nuovi indicati nella divisione 28 della tabella Ateco 2007 – come nella Tremonti-ter (articolo 5 del Dl 78/2009) – indipendentemente dalla denominazione attribuita alla tabella stessa (macchinari, apparecchiature, impianti, attrezzature). Gli investimenti compresi nella divisione 28 rilevano anche se gli stessi sono destinati ad essere inseriti in impianti e strutture più complessi già esistenti, non compresi nella divisione 28.
L’agevolazione spetta per l’acquisto degli investimenti da terzi nonché per la realizzazione degli stessi in economia o mediante contratto di appalto. Rientrano anche i beni acquisiti con contratti di leasing.
Condizione per fruire dell’agevolazione è che gli investimenti siano ubicati nel territorio dello Stato italiano.
L’effettuazione
L’imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell’agevolazione (25 giugno 2014-30 giugno 2015) segue le regole generali della competenza previste dall’articolo 109 del Tuir. Pertanto, le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni mobili, alla data di consegna o spedizione o, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale.

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