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Bonus in busta paga esentasse E legato al periodo di lavoro

La riduzione del cuneo fiscale per dipendenti a basso reddito passa attraverso un credito di ottanta euro al mese a partire da maggio 2014. Per adesso la misura non ha il carattere della strutturalità, essendo destinata a esaurire i suoi effetti al 31 dicembre 2014.

Materialmente il bonus verrà erogato dai sostituti d’imposta in maniera automatica senza necessità di alcuna comunicazione preventiva o malleva da parte dei loro sostituiti.

Sono queste, in estrema sintesi, le caratteristiche principali dell’intervento contenuto nell’articolo 1 del decreto legge sulla spending review (il dl 66/2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile) varato dall’esecutivo targato Matteo Renzi.

Vediamo in dettaglio come si articola la presente misura premiale.

Soggetti beneficiari.

La norma prevede che i soggetti ammessi a godere del beneficio degli ottanta euro al mese siano i titolari di redditi di lavoro dipendente ai quali si aggiungono, fra gli altri, i possessori di alcune tipologie di reddito assimilato di cui all’articolo 50 del Tuir, fra i quali, le collaborazioni coordinate e continuative, i redditi dei soci lavoratori delle società cooperative e i titolari di borse di studio.

Questi soggetti per poter usufruire del bonus devono possedere redditi complessivi di importo non superiore a 26 mila euro e avere un’Irpef lorda in misura superiore alle detrazioni spettanti per lavoro dipendente e assimilato.

Il credito di 80 euro in busta paga, recita il testo del decreto firmato giovedì scorso dal presidente Napolitano, sarà rapportato al periodo di lavoro nell’anno e quindi la misura del bonus dipenderà dai mesi di effettivo lavoro prestato nel corso del 2014.

Redditi ammessi al beneficio.

L’entità del bonus concesso per la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e assimilati viene assicurato sotto forma di credito, che non concorre alla formazione del reddito, il cui importo sarà pari a 640 euro per l’anno 2014 se il reddito complessivo non superare la soglia di 24 mila euro. Per i redditi complessivi compresi fra i 24 e i 26 mila euro, il credito spettante si ridurrà progressivamente fino ad azzerarsi del tutto per i redditi esattamente pari al limite massimo di 26 mila euro. Ciò sulla base di una formula matematica prevista dal decreto che prevede il dimezzamento del bonus al livello intermedio di 25 mila euro e il suddetto azzeramento a quota 26 mila.

Modalità di erogazione. Per quanto attiene alle concrete modalità di erogazione, il decreto affida il suddetto compito al sostituto d’imposta, il quale potrà recuperare il credito via via erogato dal monte complessivo delle ritenute dallo stesso dovute all’erario. Qualora tale monte di ritenute dovesse risultare incapiente, il sostituto potrà rivalersi sull’ammontare dei contributi previdenziali dovuti all’Inps. Per questi ultimi, prevede testualmente la disposizione contenuta nell’articolo 1, comma 5, del decreto legge, il sostituto pur non effettuando i versamenti dovuti dovrà comunque effettuare il computo degli importi dovuti sulla base delle singole aliquote previdenziali delle prestazioni ricevute. L’Inps, a sua volta, recupererà i contributi previdenziali denunciati, ma non versati dai sostituti erogatori dei bonus ai loro sostituiti, rivalendosi esso stesso sulle ritenute d’acconto da versare periodicamente all’erario nella sua veste di sostituto d’imposta.

Coperture e clausola di salvaguardia. Nella versione finale del decreto è stato introdotto all’articolo 1 un ulteriore comma 7 che prevede espressamente per l’effettiva fruizione del credito, che il ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le necessarie variazioni compensative di bilancio. Si tratta, con tutta evidenza, di una misura di salvaguardia introdotta per prevenire, fin dall’origine, eventuali mancate coperture finanziarie al verificarsi delle quali il ministro è autorizzato ad apportare le opportune contromisure.

Criticità e problematiche attuative. Descritte le linee fondamentali sulle quali si basa il bonus degli 80 euro vediamo adesso le principali criticità operative che i sostituti d’imposta, veri e propri dominus dell’intera operazione, saranno chiamati a risolvere fin da subito.

In primo luogo occorre evidenziare che la norma in esame prevede che il credito in oggetto sarà riconosciuto in maniera automatica dal sostituto d’imposta.

Ciò sta a significare che non si renderà necessaria alcuna comunicazione preventiva da parte dei dipendenti al sostituto in ordine al possesso dei requisiti e alla spettanza del bonus. Dovendo partire in corso d’anno l’erogazione del bonus in busta paga non era, infatti, ipotizzabile uno schema sulla falsariga di quello normalmente adottato per la fruizione delle detrazioni per carichi di famiglia o altre fattispecie.

Sarà dunque il sostituto a gestire completamente l’operazione procedendo all’erogazione del bonus sulla base delle modalità sopra esaminate a partire dalla busta paga del prossimo mese di maggio.

Il sostituto però potrebbe trovarsi a dover risolvere in breve tempo problematiche come quelle relative a situazioni di dipendenti con più rapporti di lavoro o con rapporti di collaborazione che vanno ad aggiungersi al reddito di dipendente. In queste situazioni la norma non chiarisce in alcun modo quale comportamento debba adottare il sostituto e che cosa potrebbe succedere nell’ipotesi in cui tutti i sostituti procedano a erogare il bonus di 80 euro al medesimo sostituito.

Durante i lavori preparatori del decreto era stata prevista una sorta di clausola di salvataggio per il dipendente nell’ipotesi, poi non così improbabile, di un sostituto che non eroga il bonus nonostante la sua spettanza. In tali situazioni, recitava la norma ora espunta dal testo finale, il dipendente o il collaboratore in possesso dei requisiti al quale il sostituto non aveva erogato il bonus poteva far emergere lo stesso in sede di dichiarazione annuale dei redditi.

Essendo ora non più possibile tale recupero in extremis del credito non erogato i dipendenti non potranno far altro che attivarsi tempestivamente con i loro sostituti non appena si accorgeranno che questi ultimi non avranno inserito il bonus in busta paga.

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