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Bonus fiscali, scure sul lavoro

Un taglio non inferiore al 15% delle percentuali di fruizione. È questa la stretta prevista dal ddl di Stabilità 2014 per 18 crediti di imposta. La decurtazione assicurerà risparmi massimi per circa 250 milioni di euro su base annua. Ampio il ventaglio dei bonus finiti sotto la tagliola del ddl Stabilità. Si va dal credito di imposta per le imprese che finanziano progetti di ricerca in Università a quello per l’assunzione di personale altamente qualificato. Dal taglio saranno colpiti anche il bonus fiscale per il gasolio degli autotrasportatori e il credito di imposta per investimenti in agricoltura e per l’acquisto di beni strumentali nelle aree svantaggiate. La scure si abbatte inoltre sulle borse di studio universitarie e sul recente credito a favore del settore musicale, introdotto dal decreto «Valore Cultura» (dl 91/2013, convertito dalla legge 112/2013).

Decurtazione del 15%. Il comma 4 dell’art. 17 del ddl Stabilità 2014 dispone che, con decreto del presidente del consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia e delle finanze, da adottare entro fine gennaio 2014 (30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge), per ciascuno dei crediti d’imposta indicati nella tabella, saranno stabilite le quote percentuali di fruizione dei crediti d’imposta in misura non inferiore all’85% di quanto spettante sulla base della normativa vigente istitutiva del credito d’imposta. A seguito dell’adozione di tale decreto, gli stanziamenti di bilancio relativi ai predetti crediti saranno ridotti e potranno essere rideterminati con decreto del ministro dell’Economia e delle finanze. La definizione del taglio dovrà essere effettuata in modo tale da assicurare effetti positivi non inferiori a 500 milioni di euro nel 2014 e a 300 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015 in termini di saldo netto da finanziare, nonché a 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014 in termini di fabbisogno e indebitamento netto. L’ammontare di tiraggio di tutti e 18 i crediti di imposta è mediamente valutabile, si legge nella relazione tecnica, in circa 1,7 miliardi di euro, pertanto, una riduzione della percentuale di fruizione del 15% già consente di ottenere risparmi massimi per circa 250 milioni di euro su base annua.

Clausola di salvaguardia. La norma stabilisce inoltre che il Ministero dell’economia e delle finanze effettuerà il monitoraggio sull’andamento della fruizione dei crediti d’imposta. Nel caso in cui sia in procinto di verificarsi uno scostamento rispetto agli obiettivi finanziari sopra indicati, saranno rideterminate, con apposito decreto del ministro dell’Economia, le percentuali di fruizione in misura tale da assicurare la realizzazione dei predetti obiettivi.

Alcuni crediti di imposta colpiti dalla stretta. Tra i numerosi bonus fiscali che subiscono il taglio spicca il credito di imposta per le imprese per l’assunzione di personale altamente qualificato, istituito dall’articolo 24 del dl 83/2012 e ancora in stand-by. Per la piena operatività manca infatti la pubblicazione del decreto che fissa le disposizioni applicative per la fruizione del credito di imposta (il provvedimento dovrebbe essere stato firmato dal ministro dello Sviluppo economico lo scorso 22 febbraio ma finora manca l’ufficialità) e un ulteriore provvedimento che dovrà determinare la procedura telematica di presentazione delle istanze, lo schema di domanda e i termini di apertura e chiusura della sportello.

Il credito di imposta spetta a tutti i datori di lavoro che effettuino nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale in possesso di dottorato di ricerca universitario o laurea magistrale in discipline tecniche e scientifiche specificatamente individuate. In quest’ultimo caso, il personale dovrà essere impiegato in attività di ricerca di base, di ricerca industriale o di sviluppo sperimentale. Il nuovo personale dovrà costituire un incremento rispetto al numero complessivo dei dipendenti del periodo di imposta precedente e i nuovi posti di lavoro dovranno essere conservati per almeno tre anni (2 anni nel caso di pmi). Il bonus è pari al 35% dei costi complessivi di assunzione di personale qualificato, con un tetto massimo di 200 mila euro per impresa. Le risorse destinate dalla norma originaria per il finanziamento del credito di imposta ammontano a 25 milioni di euro per l’anno 2012 e a 50 milioni per l’anno 2013 e seguenti. Una quota di tali stanziamenti (2 milioni per l’anno 2012 e 3 milioni di euro per le annualità successive) viene riservata alle imprese che abbiano la sede o unità locali nelle zone colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.

Altro bonus finito sotto la scure del ddl di Stabilità 2014 è il recente credito di imposta introdotto dall’art. 7, comma 1, del decreto «Valore cultura» a favore delle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e spettacoli di musica dal vivo, esistenti almeno dall’1/1/2012. L’agevolazione è riconosciuta nella misura del 30% dei costi sostenuti per le attività di sviluppo, produzione e registrazione, ed è applicabile per ciascuno degli anni 2014, 2015, 2016 fino all’importo di 200 mila euro nel triennio, nei limiti di spesa di 4,5 milioni di euro annui. Per la fruizione del credito, le imprese devono spendere un importo corrispondente all’80% del beneficio concesso, nel territorio italiano.

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