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Bonus fiscali ampi alle start-up

Allo studio del dicastero dello sviluppo economico e dell’economia un decreto collegato alla finanziaria 2015 che disciplini nuove agevolazioni per le start-up innovative. Tre i punti nevralgici che dovrebbero essere contenuti nel provvedimento collegato alla cosiddetta legge di stabilità 2015, che è stata trasmessa alle camere per il consueto passaggio di approvazione: ampliamento degli incentivi fiscali per le società innovative , maggiore sviluppo del crowdfunding come strumento per il finanziamento di tale universo innovativo e rafforzamento del ruolo dell’istituto italiano di tecnologia.

Incentivi fiscali per le start-up.

Alcune delle norme che dovrebbero trovare collocazione nel nuovo decreto Mise e Mef disciplineranno gli incentivi fiscali per le start-up e altre tipologie di agevolazioni seguendo la semplificazione procedurale dell’esenzione. L’estensione al quinquennio dello status di «start-up innovativa» contenute nella legge di stabilità 2015 amplierebbe il numero delle innovative che potranno beneficiare dei bonus fiscali. È inoltre prevista l’opportunità di non notificare a Bruxelles tutte le misure che introducono agevolazioni di natura tributaria per le start-up.

Istituto Italiano di tecnologia. Nato nel 2005 per promuovere lo sviluppo tecnologico del paese il nuovo progetto di sviluppo delle start-up prevedrebbe che l’istituto possa svolgere anche un ruolo di incubatore o di acceleratore d’impresa. La fondazione di tecnologia attualmente facilita e accelera lo sviluppo, nel sistema di ricerca nazionale, delle capacità scientifiche e tecnologiche adeguate a favorire la transizione del sistema di produzione nazionale verso assetti tecnologicamente all’avanguardia e sviluppa metodi e competenze innovativi, per agevolare l’introduzione di pratiche di eccellenza e meccanismi positivi di competizione nell’ambito della ricerca nazionale. La fondazione dell’Istituto italiano di tecnologia è stata istituita alla fine del 2003 con l’approvazione della legge 24 novembre 2003 n. 326. L’istituto ha vissuto un periodo iniziale di avviamento di due anni, terminato il 2 ottobre 2005.

Crowdfunding. Attualmente molte start-up si finanziano con il crowdfunding. Il pacchetto di disposizioni collegate alla legge di stabilità 2015 dovrebbe rafforzare lo strumento dell’equity crowdfunding ed estenderlo anche ai veicoli di investimento. Questo sta a significare che attraverso i portali in rete potrebbero finanziarsi non solo le stesse società, ma anche organismi terzi che a loro volta investono in start-up. Il termine crowdfunding indica il processo con cui più persone («folla», ocrowd) conferiscono somme di denaro (funding), anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando siti internet («piattaforme» o «portali») e ricevendo talvolta in cambio una ricompensa. Si parla di «equity-based crowdfunding» quando tramite l’investimento online si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la «ricompensa» per il finanziamento è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa. È possibile distinguere altri modelli di crowdfunding a seconda del tipo di rapporto che si instaura tra il soggetto che finanzia e quello che ha richiesto il finanziamento.

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