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Bonus di 80 euro in automatico

Bonus fiscale automatico. Il datore di lavoro o committente, quale sostituto di imposta, eroga in via automatica il credito, regolato dall’art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, al lavoratore dipendente o assimilato fiscalmente, senza alcuna istanza da parte di questi ultimi. È questa una delle modalità di applicazione del bonus di 80 euro approfondite nel corso del Forum lavoro 2014, organizzato da ItaliaOggi in collaborazione con la Fondazione studi dei consulenti del lavoro.

Mancano infatti pochi giorni al calcolo delle retribuzioni del mese di maggio, periodo dal quale prenderà avvio l’erogazione del bonus, e gli interventi erano particolarmente attesi. La priorità di cercare di sgombrare il più possibile il campo dai dubbi interpretativi che possono portare nella migliore delle ipotesi alla necessità di conguagli, ma in altri casi al rischio di sanzioni nel caso di indebite compensazioni, risulta fondamentale.

Vediamo dunque cosa deve fare il sostituto di imposta. Intanto sarà necessario effettuare una prima verifica finalizzata a determinare quale possa essere il reddito di lavoro dipendente o assimilato che verrà erogato al lavoratore nel periodo di imposta 2014. Tale operazione è necessaria al fine di determinare l’imposta lorda da confrontare con le detrazioni di lavoro dipendente di cui all’articolo 13, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi.

Infatti, come prevede il decreto e ha puntualizzato l’Agenzia delle entrate con la circolare n. 9/e del 14 maggio scorso, il credito spetta se l’imposta sui redditi di lavoro dipendente e assimilati è superiore alle detrazioni calcolate sui medesimi redditi che hanno determinato l’imposta stessa. I redditi sono quelli che potenzialmente danno diritto al bonus e quindi non si tiene conto, ad esempio, di quelli da pensione si cui all’art. 49, comma 2 del Tuir. Non incidono le altre detrazioni quali ad esempio quelle per carichi familiari.

Esaurita tale fase, bisogna verificare l’importo del reddito complessivo sempre del 2014. Fino a 24 mila euro, l’importo della detrazione per l’anno sarà di 640 euro; se invece risulta superiore ma fino a 26 mila euro, il credito spetta ma in misura ridotta e cioè per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2 mila euro.

Passaggio successivo quello di determinare la misura annuale del credito spettante che va calcolata in relazione al periodo in cui spettano le detrazioni fiscali di lavoro dipendente per il periodo di imposta 2014. A tal fine, si può fare riferimento alla circolare dell’Agenzia delle entrate n. 3/1998.

Evidentemente una riduzione del credito sarà conseguenza, ad esempio, di un’assunzione o di una cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno o ancora se il contratto è a tempo determinato.

Una volta determinato il credito annuale, lo stesso va erogato nel periodo di paga.

Si può procedere dividendo il relativo importo per i 245 giorni intercorrenti nel periodo maggio/dicembre 2014 e moltiplicato per quelli del periodo di paga.

A tal fine, si possono utilizzare diversi criteri, a condizione che siano oggettivi e costanti, ferma restando la ripartizione dell’intero importo credito spettante tra le retribuzioni dell’anno 2014. Ad esempio, possono essere erogati 80 euro per gli otto mesi da maggio a dicembre (circ. Agenzia delle entrate n. 9/E/2014).

L’anticipo che viene effettuato dal sostituto di imposta, viene recuperato mediante compensazione ai sensi del dlgs 241/1997, con modello F24 utilizzando il codice tributo 1655 istituito con la risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 48/e del 7 maggio scorso.

Il recupero ai sensi del comma 5 dell’articolo 1 del decreto legge avviene utilizzando «l’ammontare complessivo delle ritenute disponibile in ciascun periodo di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga, in relazione ai quali, limitatamente all’applicazione del presente articolo, non si procede al versamento della quota determinata ai sensi del presente articolo».

La circolare Inps n. 60 del 12 maggio scorso ha chiarito che ai fini dell’individuazione della quota aggredibile, la stessa è costituita dall’ammontare dei contributi, al loro delle possibile partite a credito.

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