Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Tra bonus, deduzioni e sostitutive cambia il vero peso delle aliquote Irpef

Le aliquote Irpef vanno dal 23 al 43%, ma l’imposta effettivamente pagata dai contribuenti italiani non corrisponde quasi mai a queste percentuali. Che vengono alleggerite dal funzionamento “per scaglioni”, ma anche – e con effetti molto diversi caso per caso – da deduzioni, detrazioni e cedolare affitti. È questo un punto chiave su cui dovranno confrontarsi gli esperti che saranno chiamati a studiare la riforma, secondo il “metodo danese” presentato dal premier Mario Draghi nel discorso al Senato, mercoledì scorso.

Vediamo ad esempio il famigerato scaglione Irpef dei redditi da 28mila a 55mila euro all’anno. Qui l’aliquota marginale passa dal 27 al 38%, lo “scalone” denunciato da economisti e sigle di categoria nelle audizioni nell’indagine parlamentare sull’Irpef. Per i quasi 7,5 milioni di contribuenti che ricadono in questa fascia, il risultato è un’imposta lorda pari al 25,8%, che poi – in virtù delle detrazioni – si traduce in un’imposta netta del 20,9%, secondo l’elaborazione del Sole 24 Ore del Lunedì sulle Statistiche fiscali 2019 (è stato ignorato, per uniformità, l’effetto delle addizionali comunali e regionali).

Ad esempio, un contribuente che dichiara 40mila euro paga 8.358 euro. Con l’applicazione “pura” degli scaglioni, invece, pagherebbe 11.520 euro (cioè il 23% sui primi 15mila euro, il 27% sulla seconda fascia e così via). Nella distanza tra queste due cifre c’è tutto il complesso di agevolazioni e meccanismi sostitutivi che alimenta le 136 pagine di istruzioni del modello 730/2021. E tentando di toccare il quale hanno preso la scossa tutti gli ultimi “aspiranti riformatori” dell’Irpef. Fossero politici o semplici tecnici incaricati di mappare le tax expenditures (si veda l’articolo in basso).

Draghi in Senato ha affermato che «non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta». A maggior ragione non lo è intervenire su un’agevolazione alla volta. Oltretutto, le agevolazioni – da sempre in espansione – sono cresciute in modo vertiginoso nella stagione del Covid, arrivando a quota 171 per la sola Irpef e a 602 in totale, secondo la Corte dei conti.

È probabile, perciò, che il nuovo Governo punti a un approccio globale per la riforma fiscale. Orientando le proprie scelte in base ai due obiettivi di «progressività» e «riduzione della pressione fiscale» indicati – sia pure a grandi linee – dal presidente del Consiglio.

Partiamo dalla progressività. Draghi ha fatto riferimento a un sistema fiscale progressivo, non necessariamente a singole imposte. Non c’è dubbio che le attuali aliquote Irpef lo siano, ma ci sono due aspetti poco conosciuti. Il primo: la curva del prelievo effettivo tende ad appiattirsi oltre i 55mila euro e nella fascia dei redditi più alti (oltre i 150mila euro annui) l’imposta netta arriva 36,7 per cento. Il secondo: lo scarto tra Irpef lorda e netta si fa sempre più sottile al crescere del reddito, perché diminuisce in termini relativi l’effetto delle detrazioni.

Tutto ciò significa che quando si andrà a ridisegnare l’Irpef si dovrà tenere conto – oltre che delle aliquote nominali – anche dei sistemi che ne garantiscono un abbattimento. E di chi ne beneficia. Ad esempio, è vero che fino a 7.500 euro di reddito l’imposta netta è appena l’1,9%, ma questo dato medio è influenzato dalla no tax area a favore di dipendenti e pensionati (da cui arriva oggi oltre l’80% dell’imposta).

L’altro obiettivo generale è la riduzione della pressione fiscale. Negli ultimi anni, il timore che anche un solo gruppo di contribuenti potesse pagare di più ha frenato qualsiasi riforma. Ora si tratta di capire se il Parlamento avrà la forza di sostenere un’operazione che si traduca in una riduzione del prelievo per la maggior parte dei contribuenti, anche a costo di far pagare qualcosa in più a qualcun altro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa