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Bonus casa doppio

Le agevolazioni per l’acquisto della «prima casa», già fruite per un acquisto precedente, possono essere riconosciute ulteriormente, in occasione di un atto di donazione, ma soltanto se, in detto ultimo atto, il contribuente si impegna a cedere l’immobile preposseduto entro un anno dal nuovo rogito. L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 86/E di ieri, è intervenuta, in risposta a un’istanza di interpello, sulla nota agevolazione «prima casa», di cui all’art. 1 della Tariffa, Parte prima, allegata al dpr 131/1986 (Tuir), in presenza di una reiterazione della stessa. Il contribuente, nell’istanza di interpello presentata, ha affermato che, nonostante abbia già fruito della citata agevolazione in occasione dell’acquisto, a titolo oneroso, di una unità abitativa, riteneva di poter godere nuovamente del bonus, in occasione di un successivo atto di donazione con il quale, lo stesso contribuente, entra in possesso di un ulteriore immobile, ma a titolo gratuito. Lo stesso contribuente richiama alcuni documenti di prassi (circ. 18/E/2013 § 5.4 e 44/E/2001) con i quali le Entrate hanno affermato che il regime agevolato può essere richiesto per l’acquisto a titolo oneroso di un’abitazione anche nel caso in cui si fosse già usufruito delle agevolazioni, di cui all’art. 69, legge 342/2000, per l’acquisto a titolo gratuito, per effetto della «diversità dei presupposti che legittimano l’acquisto del bene agevolato». L’Agenzia delle entrate, nella puntuale risposta, precisa subito che l’applicazione dell’agevolazione in commento, per l’acquisto a titolo gratuito, non preclude la possibilità di fruire dei benefici prima casa su un successivo acquisto a titolo oneroso di altra abitazione, ma nel rispetto di quanto prescritto nella Nota II-bis ovvero in presenza della dichiarazione in atto del beneficiario che attesti di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale e su tutto il territorio, di diritti di proprietà a reali o nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata con le dette agevolazioni. In aggiunta, le Entrate ricordano l’ultimo intervento del legislatore, con il quale è stato ampliato il perimetro applicativo dell’agevolazione, rendendo applicabile l’agevolazione anche agli atti di acquisto per i quali l’acquirente non rispetta i requisiti richiesti, con particolare riferimento all’assenza dei requisiti in presenza di un immobile posseduto già agevolato, purché quest’ultimo «sia alienato entro un anno dalla data dell’atto» (comma 55, art. 1, legge 208/2015). Di fatto, con detto intervento, si permette ora di fruire delle agevolazioni prima casa, con riferimento all’acquisto di una nuova unità abitativa, sebbene il contribuente risulti in possesso di altra abitazione acquistata con le medesime agevolazioni, ma a patto che l’acquirente si impegni a cedere e alieni l’immobile già in possesso, entro un anno dal nuovo acquisto agevolato; quindi, attualmente è legittimo detenere, al massimo per un anno, anche due unità abitative agevolate, sebbene acquisite a titolo gratuito (circ. 12/E/2016 § 2.3).

Fabrizio G. Poggiani

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