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Bonus su casa all’asta previa registrazione

Le agevolazioni fiscali connesse all’acquisto della prima casa possono essere utilizzate anche in caso di immobile acquistato all’asta: tuttavia, la richiesta di avvalersi del beneficio deve essere fatta prima della registrazione del decreto di trasferimento presso la competente Agenzia delle entrate, paletto che deve intendersi come insuperabile per il riconoscimento del diritto. Lo afferma la Ctp di Sondrio nella sentenza n. 137/02/17. Un contribuente di Ardenno (SO) si aggiudicava all’asta un bene immobile: in relazione a detto acquisto versava le dovute imposte a seguito della registrazione del decreto di trasferimento emesso dal Tribunale di Sondrio. Da precisare che l’immobile era ancora in corso di ultimazione. Successivamente, terminati i lavori, notificava all’Agenzia delle entrate un’istanza di rimborso delle imposte versate, palesando l’intenzione di voler adibire quell’immobile ad abitazione principale: pertanto, chiedeva la restituzione delle somme versate in eccesso, rispetto a quanto dovuto in base alle agevolazioni prima casa. La richiesta veniva denegata dall’Agenzia delle entrate e il diniego veniva impugnato dinanzi alla Ctp di Sondrio. Il ricorso è stato respinto, pur con compensazione delle spese di giudizio. In particolare, il giudice di Sondrio ha osservato come le vendite coattive possano certamente beneficiare dell’agevolazione prima casa, qualora il contribuente dichiari di volersi avvalere dell’agevolazione contestualmente all’istanza di partecipazione all’asta. Tale dichiarazione, poi, può essere inserita anche in un momento successivo, con un atto integrativo, finanche dopo l’emissione del decreto di trasferimento, ma con l’insuperabile paletto del momento di registrazione di tale decreto presso l’Agenzia delle entrate. Nel fondare la propria decisione, la Ctp ha richiamato alcune pronunce della Corte di cassazione nelle quali Piazza Cavour aveva raggiunto le medesime conclusioni.

Nel caso di specie, infatti, la richiesta era avvenuta dopo la registrazione del decreto di trasferimento, soltanto con la presentazione dell’istanza di rimborso. Motivo che ha indotto il collegio a negare la spettanza delle agevolazioni fiscali connesse all’acquisto della prima casa e, di conseguenza, a ritenere infondata la richiesta di rimborso, con rigetto del ricorso introduttivo. La mitigazione delle spese di giudizio, compensate tra le parti sulla scorta dell’enunciata complessità della vicenda, ha alleggerito almeno in parte la posizione del contribuente.

Nicola Fuoco

[omissis] Sussistendo tali determinate condizioni, l’agevolazione spetta anche nell’ipotesi in cui il trasferimento riguardi un immobile in corso di costruzione che presenti le caratteristiche dell’abitazione «non di lusso» secondo i criteri stabiliti al dm 2 agosto 1969, sempre che permanga l’originaria destinazione e che il possesso dei requisiti necessari per fruire dell’agevolazione «prima casa» sia attestato dall’acquirente, mediante il rilascio di un’apposita dichiarazione nell’atto di trasferimento dell’immobile.

Nel caso all’esame di questa Commissione, si osserva che dalla lettura del decreto di trasferimento risulta con chiarezza che l’oggetto del decreto di trasferimento del Tribunale è un lotto di terreno seminativo sul quale insiste un fabbricato, verosimilmente abusivo, in quanto realizzato in difformità rispetto alle autorizzazioni concesse. Ciò risulta anche dalla relazione di stima redatta da Ctu, relazione di stima che deve obbligatoriamente accompagnare il decreto di trasferimento. ( )

Dalla lettura dell’elaborato del perito e da quanto rappresentato dall’Ufficio, emerge chiaramente come la richiesta di usufruire dell’agevolazione «prima casa» nel caso concreto non poteva trovare accoglimento, in quanto il beneficio opera in relazione ai soli trasferimenti immobiliari aventi a oggetto abitazioni.

La materia di cui si discute in ogni caso è stata regolamentata dall’Agenzia delle entrate in diversi documenti di prassi, fra i quali la Risoluzione n. 3 70/E del 3 ottobre del 2008 e la Risoluzione n. 90/E del 17 ottobre 2014. ( )

Orbene dagli atti non risulta che il giudice dell’esecuzione ne abbia dato atto nel decreto di trasferimento (presente in atti all’allegato n. 2), tantomeno che la Cancelleria delle esecuzioni del Tribunale di Sondrio abbia trasmesso la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà di cui alla legge 4 gennaio 1968 n. 15, che di norma deve risultare allegato al decreto di trasferimento.

In definitiva, poiché anche in tema di rimborso dell’imposta di registro ex art. 77 del dpr 26/4/1986 n. 131, imposte ipotecarie e catastali, vige il principio generale secondo il quale spetta a colui che chiede il rimborso dimostrare di averne il diritto, nulla può essere preteso nel caso di specie, non avendo i ricorrenti dimostrato di aver richiesto per tempo l’agevolazione «prima casa».

Sulla base di queste argomentazioni, assorbita ogni altra questione eventualmente proposta dalle parti, facendo anche proprie le argomentazioni dell’Ufficio, la Commissione ritiene che il ricorso debba essere rigettato. Tuttavia la complessità della vicenda depone a favore della compensazione delle spese di giudizio tra le parti. ( )

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