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Bonus bebè di 80 euro ai redditi più bassi

Bonus bebè solo ai redditi più bassi, raddoppio degli incentivi per l’acquisto dei macchinari industriali, proroga della compensazione tra i debiti fiscali e i crediti verso la Pubblica amministrazione. Sono queste alcune delle novità della legge di Stabilità introdotte dagli emendamenti approvati ieri nella commissione Bilancio della Camera, presieduta da Francesco Boccia. Non sono passate invece le proposte di riduzione della tassazione del Tfr (trattamento di fine rapporto) in busta paga e quelle, sostenute dalla sinistra del Pd e da Sel, che tendevano a agganciare il bonus Irpef da 80 euro all’Isee, l’indicatore della situazione economica. «Può darsi che il bonus sia nato per motivi elettorali — ha ammesso ieri il viceministro all’Economia, Enrico Morando — ma ora lo stabilizziamo». Senza ulteriori modifiche.
L’esame europeo
Intanto da Bruxelles filtrano indiscrezioni incoraggianti circa il giudizio sulla manovra che sarà validato lunedì: «Il tema del debito c’è, ma la Commissione Ue al momento è orientata ad una apertura di credito» per l’Italia «in attesa di valutare l’impatto delle riforme», apprendeva ieri l’Ansa da fonti europee. La messa a punto degli emendamenti governativi ieri pomeriggio è stata oggetto di un confronto tra il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, tra questi c’è il pacchetto di interventi richiesto dai Comuni per abbassare l’impatto della manovra sui loro conti. Se invece nulla cambiasse, nel bilancio del Comune di Firenze si determinerebbe «un ammanco di 50 milioni» ha detto ieri il sindaco Dario Nardella, già braccio destro di Renzi.
Il governo, per bocca di Morando, si è detto disponibile a «modificare parzialmente la struttura del bonus bebè in rapporto all’esigenza di renderlo più efficace per i minori poverissimi o in povertà assoluta», come proposto dalla sinistra del Pd.
Bis per gli incentivi
Sarebbe ormai considerato realizzabile il raddoppio del plafond della nuova legge Sabatini, destinata a favorire l’acquisto di macchinari aziendali. Il decreto del Fare del 2013 aveva previsto fondi per 2,5 miliardi che salirebbero a cinque. È già via libera invece per la proroga a tutto il 2015 della possibilità per le imprese di compensare i debiti fiscali con i crediti nei confronti della Pubblica amministrazione, secondo un emendamento del M5S. Salta la soglia di 1.033 euro al di sotto della quale oggi, in caso di ricorso al giudice di pace per le cause di conciliazione, non si pagano le notifiche richieste agli ufficiali giudiziari, nonché i diritti e le indennità di trasferta, che saranno ora a carico di chi fa causa.
Un altro tema oggetto di polemiche ricorrenti ieri ha avuto un esito interlocutorio: sono stati ammessi alla discussione dal governo gli emendamenti che consentono di andare in pensione con le regole vigenti prima della riforma Fornero per gli insegnanti «quota 96». «La maggioranza — ha detto Morando — dovrà decidere se affrontare la spesa di 157 milioni l’anno» per questo intervento. La discussione riprenderà oggi ed è possibile che il governo riveli il pacchetto per i Comuni mentre per eventuali modifiche su Tfr e fondi pensione bisognerà aspettare il passaggio in Senato, quando il via libera di Bruxelles sarà (si spera) arrivato.
Vendita delle Fs
Ieri il ministro Padoan e quello dei Trasporti, Maurizio Lupi, hanno annunciato la partenza dell’iter per la privatizzazione delle Ferrovie dello Stato con la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto tra i ministeri e Fs. A breve potrebbe essere nominato un advisor , ma intanto Padoan avrebbe chiesto all’amministratore delegato di Fs, Michele Elia, di predisporre tutta la documentazione necessaria all’approfondimento. La privatizzazione in ogni caso non dovrebbe partire prima del 2016.
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