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Bonus arredi, regime allargato

Il bonus mobili dice addio alle restrizioni. È quindi possibile usufruire della detrazione per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici anche nel caso in cui queste spese superino quelle sostenute per i lavori di ristrutturazione. L’importo delle detrazioni andrà ora solo incontro al limite dei 10 mila euro.

A mettere un punto su una questione che aveva già provato a trovare spazio nel testo del dl salva-Roma bis (dl 151/2013 mai convertito), il via libera definitivo al Piano casa (dl 47/2014) arrivato ieri da Montecitorio, in tempo per la dead line di conversione fissata il 27 maggio, dopo che lunedì l’Aula aveva votato la fiducia al testo. Nel dettaglio, la disposizione ha trovato accoglimento nel corso dei lavori al testo che si sono svolti nella Commissioni lavori pubblici e territorio del Senato con un emendamento ad hoc presentato dai relatori Franco Mirabelli (Pd) e Stefano Esposito (Pd). Il nuovo meccanismo, instaurato attraverso l’aggiunta di un comma all’art. 7 del dl, rubricato «Detrazioni fiscali Irpef per il conduttore di alloggi sociali», prevede ora che, fermo restando la possibilità di usufruire delle detrazioni solo per chi ha effettuato la richiesta per ottenere le agevolazioni previste per le ristrutturazioni edilizie, nel caso in cui vengano acquistati mobili e grandi elettrodomestici sia possibile portare in detrazione fino a 10 mila spalmati in 10 anni, attraverso quote costanti da indicare in dichiarazione dei redditi (si veda ItaliaOggi del 3, 5, 9 e 14 maggio 2014). Il tutto, a prescindere dall’importo della ristrutturazione e per il periodo compreso tra il 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014. Nel caso, quindi, in cui un soggetto decida di effettuare una ristrutturazione dell’importo complessivo di 4 mila euro e acquisti mobili o elettrodomestici ad alta efficienza energetica per 6 mila euro, le detrazioni concesse saranno 2 mila euro sul fronte delle spese per la ristrutturazione (50% dei 4 mila) e 3 mila euro per il comparto dei mobili e degli elettrodomestici.

Novità per la cedolare secca. Per il quadriennio 2014-2017, nei maggiori comuni d’Italia, nei comuni ad emergenza abitativa e nei comuni colpiti da calamità naturali negli ultimi cinque anni, l’aliquota della cedolare secca passa dal 15 al 10% per i contratti a canone concordato. Il regime della cedolare, inoltre, viene esteso anche alle abitazioni locate a cooperative edilizie per la locazione o a enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei comuni con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

Tra le novità introdotte dal piano casa, arriva, inoltre, la possibilità, a partire dal 29 marzo 2014, di inserire la clausola di riscatto dell’unità immobiliare e le relative condizioni economiche, nelle convenzioni che disciplinano le modalità di locazione degli alloggi sociali. Il conduttore, quindi, potrà imputare i corrispettivi pagati al locatore in parte in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio e in parte in conto affitto. In questi casi, ai fini Irap e delle imposte sui redditi, i corrispettivi si considereranno come canoni di locazione e, nei casi in cui questo sia possibile, tali corrispettivi saranno parzialmente esentati dalle imposte sui redditi e da Irap. Ai fini fiscali, inoltre, in caso di riscatto dell’unità immobiliare, l’esercizio di competenza in cui si considerano conseguiti i corrispettivi derivanti dalla cessione è quello in cui avviene l’effetto traslativo della proprietà del bene mentre, le eventuali imposte correlate agli acconti costituiscono un credito di imposta (si veda ItaliaOggi del 15 maggio 2014). L’esercizio del diritto di riscatto dell’immobile necessita, però, del rispetto di alcune condizioni, la prime della quali, pone il vincolo temporale dei sette anni. L’opzione, infatti, non può essere esercitata prima di sette anni dall’inizio della locazione e, solo ed esclusivamente, da parte dei conduttori privi di altra abitazione di proprietà adeguata alle esigenze del nucleo familiare. L’art 8 rubricato «Riscatto a termine dell’alloggio sociale», stabilisce, inoltre, il divieto di rivendere l’immobile prima dello scadere dei 5 anni. Posto il rispetto di queste condizioni, il conduttore, fino alla data del riscatto dell’alloggio sociale, ha la facoltà di imputare i corrispettivi pagati al locatore: parte in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio, parte in conto affitto. Ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, i corrispettivi si considerano canoni di locazione, anche se imputati in conto del prezzo di acquisto futuro dell’alloggio, ricevendo lo stesso trattamento fiscale. Ai fini Irpef, infine, se ricorrono le condizioni, il conduttore potrà usufruire della detrazione per canoni di locazione prevista dall’art. 7. In quest’ultimo caso, invece, ai fini Irap, le società di persone e gli imprenditori individuali potranno portare in detrazione anche i costi dei canoni di locazione di beni strumentali.

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