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Il nuovo bonus affitti è selettivo

Credito d’imposta sugli affitti, per pochi, ma in versione extralarge. Grazie alle novità introdotte con il decreto Ristoro (dl 137/2020) infatti, il bonus sugli affitti sarà usufruibile anche per i canoni corrisposti e di competenza delle mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2020. Tale possibilità però non sarà concessa a tutti gli affittuari. La nuova disposizione infatti è estremamente selettiva e riservata unicamente alle imprese operanti nei settori direttamente o indirettamente colpiti dal nuovo parziale lockdown. Per l’individuazione dei settori interessati si è deciso di utilizzare i codici Ateco e, a tal proposito, è stata stilata una apposita lista dei prescelti allegata al decreto stesso. Se, da un lato, vi è un serio ridimensionamento della platea dei possibili fruitori del bonus, dall’altro la norma concede un importante ampliamento.

Cade infatti il paletto dimensionale fissato al comma 1 articolo 28 del dl 34/2020 (il decreto Rilancio che ha introdotto il tax credit in commento) che permette l’utilizzo del bonus unicamente ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019. Dunque, come indicato al comma 1, articolo 8 del decreto ristoro, «indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente», basterà svolgere effettivamente l’attività indicata con il proprio codice Ateco (quello dichiarato in camera di commercio ed all’agenzia delle entrate), per avere il via libera all’utilizzo del bonus anche per le mensilità dell’ultimo trimestre 2020. Per il resto, la norma ricalca la nativa disposizione del tax credit contenuta all’articolo 28 del decreto rilancio.

Resta valido infatti il requisito della contrazione del fatturato che vincola l’utilizzo del bonus ai soli soggetti locatari abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente (il 2019). In questo caso ovviamente i «mesi di riferimento» sono quelli di ottobre, novembre e dicembre 2020 che andranno confrontanti con le stesse mensilità del 2019.

Rimane invariata anche la misura del bonus. Come indicato nella relazione tecnica allegata al decreto ristoro infatti, il credito d’imposta previsto dalla norma spetta nella misura del 60% dei canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo e del 30% dei canoni per affitto d’azienda. Anche se non riportato né all’interno della relazione tecnica né indicato nella norma, si ritiene applicabile anche per i mesi di ottobre, novembre e dicembre la maggiorazione dell’aliquota in caso di affitto d’azienda stabilita per le strutture turistico ricettive. In sede di conversione del decreto agosto (dl 104/2020) infatti è stata introdotta una ulteriore disposizione nel dl rilancio all’articolo 28, comma 2, che di fatto va ad incrementare dal 30 al 50% la misura del credito d’imposta per sole strutture turistico-ricettive che operano con contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività. Tale maggiorazione si ritiene dunque utilizzabile anche per le mensilità dell’ultimo trimestre 2020 in forza del richiamo di cui al comma 2 dell’articolo 8 del decreto ristoro. Il citato comma va infatti a clonare la struttura della disposizione nativa del bonus locazioni specificando che «si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al medesimo articolo 28 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77».

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