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Bonus affitti esteso alle attività avviate nel 2019

Bonus affitti anche per chi ha avviato attività nel 2019 e vincolo per Cassa Depositi e Prestiti nell’utilizzo del fondo «Patrimonio Destinato» alle priorità di politica industriale definite nel Piano Nazionale delle Riforme. Sono due delle tante novità approvate ieri dalla commissione Bilancio della Camera sul decreto “rilancio” i cui lavori si sono concentrati sul titolo II del decreto, quello relativo alle imprese. Domenica pomeriggio era stato il turno del titolo I dedicato alla sanità e all’emergenza sanitaria. L’obiettivo del Governo è quello di chiudere in commissione mercoledì sera così da sottoporre il testo rivisto e corretto all’Aula di Montecitorio per il primo via libera con voto di fiducia. Ma vediamo in sintesi e nelle schede in pagina i correttivi approvati negli ultimi due giorni in attesa che maggioranza e Governo scoprano le carte sulle modifiche al superbonus del 110% per la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza degli immobili da domani in vigore fino al 31 dicembre 2021.

Buone notizie, dunque, per le attività produttive avviate nel 2019. Anche loro potranno accedere al credito d’imposta sugli affitti senza essere vincolate alla diminuzione di fatturato o corrispettivi di almeno il 50% registrata nei mesi di marzo, aprile e maggio del 2020 rispetto agli stessi periodi del 2019. Un dato non disponibile che fino ad oggi ha creato un ingiusto “tagliafuori” per molte nuove attività. Con un altro emendamento approvato ieri il bonus affitti si estende anche alle imprese del commercio al dettaglio con ricavi superiori ai 5 milioni di euro. Il bonus passa però dal 60%, già previsto per gli esercenti con ricavi entro i 5 milioni, al 20% per quelli oltre quota 5 milioni e al 10% per gli affitti di azienda (sotto i 5 milioni in questo caso il bonus è già del 20%).

Come anticipato, l’attività del fondo «Patrimonio destinato» di Cdp, chiamato a gestire qualcosa come 44 miliardi di euro per sostenere le imprese in crisi, dovrà essere orientata verso obiettivi indicati in nuovo capitolo dedicato «alla programmazione economica» del Pnr, secondo priorità definite in relazione a settori, filiere e obiettivi di politica industriale. Non solo. Il Parlamento avrà 14 giorni di tempo per esprimere un parere vincolante sul decreto attuativo del Patrimonio destinato, le cui scelte poi saranno comunque sottoposte a valutazione delle due Camere.

Novità anche per la capitalizzazione delle imprese. Le aziende in concordato preventivo di continuità con omologa già emessa, e che si trovano in una condizione di regolarità contributiva e fiscale attraverso piani di rientro, possono accedere alle misure di rafforzamento patrimoniale e relativi crediti d’imposta previsti dall’articolo 26 del Dl rilancio.

Non si aprono invece le porte di accesso agli indennizzi a fondo perduto per i professionisti. Al contrario con uno stanziamento di 5 milioni, definito comunque dalle categorie di settore un’elemosina, l’aiuto a fondo perduto diventa accessibile alle imprese attive nel settore ricreativo e dell’intrattenimento, dell’organizzazione di feste e matrimoni. Altri 5 milioni di euro, invece, andranno a finanziare le richieste al fondo perduto presentate dal’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale, con particolare riguardo alle start up che investono nel design e nella creazione, nonché allo scopo di promuovere giovani talenti del settore del tessile, della moda e degli accessori che valorizzano prodotti Made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.

Tra le modifiche di peso per la Sanità si segnalano un ampliamento della platea potenziale dei precari da stabilizzare e su pressing della Lega il riconoscimento dei premi, finora slittati nei precedenti decreti, per medici e infermieri. In particolare si riconosce al personale sanitario impegnato sul fronte Covid un premio, che si aggiunge a quello riconosciuto già da diverse Regioni, di importo non superiore a 2mila euro al lordo dei contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali. Per la stabilizzazione dei precari la modifica approvata domenica prevede l’assunzione a tempo indeterminato per chi abbia maturato al 31 dicembre 2020 almeno tre anni di servizio anche non continuativi negli ultimi 8 anni. Un allungamento dei tempi che così dovrebbe coinvolgere nelle assunzioni tutti quei medici e infermieri precari che si sono impegnati nella lotta al Covid in questi ultimi mesi. Nasce anche la scuola di specializzazione in medicina e cure palliative e arriva anche una mini-sanatoria sui crediti formativi Ecm che estende dopo i medici a tutti gli operatori sanitari il bonus grazie al quale si considerano già maturati di un terzo i crediti formativi del triennio 2020-2022.

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