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I bonus ad personam discriminano i multi proprietari

I bonus «ad personam» discriminano i multi-proprietari di immobili. Sia il contributo per i locatori che riducono l’affitto agli inquilini, sia il bonus idrico, prevedono infatti un limite massimo erogabile per singolo beneficiario, indipendentemente dal numero di immobili posseduti da quest’ultimo. Questa costruzione della norma, che quantifica il bonus legandolo al soggetto fruitore e non in base all’oggetto del contributo (es. l’immobile o il contratto di locazione), inevitabilmente non solo danneggia i multi proprietari di immobili ma limita anche gli effetti e la portata della norma.

Il contributo locatori: danneggiati anche gli affittuari. La disposizione introdotta all’articolo 1, commi 381-384 della legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020) prevede un contributo a fondo perduto, per l’anno 2021, al locatore di immobile adibito a uso abitativo situato in un comune ad alta tensione abitativa in caso di riduzione del canone di locazione. Il contributo è pari al 50% della riduzione del canone, entro il limite massimo annuo di 1.200 euro per ciascun locatore, importo quindi raggiungibile con una sconto all’inquilino di 2.400 euro. È chiaro che essendo 1.200 euro a locatore (su base riduzione di 2.400 euro), in caso di multi proprietari di immobili, tale importo massimo è facilmente raggiungibile già con un solo accordo di riduzione. Eventuali altri accordi (per cifre superiori ai 2.400 euro), resterebbero tagliati fuori da qualsiasi contributo e questo a chiaro svantaggio sia del locatore, non rifondato ed incentivato alla riduzione, sia dell’affittuario, non supportato indirettamente anch’esso nella contrattazione dallo sconto previsto.

Minata quindi è l’intera ratio legis della disposizione che punta ad incentivare le riduzioni con un contributo ai proprietari i cui effetti benefici però ricadono anche sugli affittuari che possono ottenere con più facilità un canone scontato. È fondamentale segnalare che questo contributo, come evidenziato anche dall’agenzia delle entrate nel corso del IV forum dei Commercialisti ed esperti contabili di ItaliaOggi, è concesso sia ai soggetti irpef sia a quelli ires. Dunque l’impatto di questa limitazione con erogazione del contributo «ad personam» coinvolge una platea ampissima di contribuenti.

Il bonus idrico. Anche il bonus idrico prevede un’erogazione «per beneficiario». Il contributo introdotto sempre con la legge di bilancio 2021 (art. 1, commi 61-65), concede un bonus di 1.000 euro per ciascun beneficiario persona fisica, da utilizzare entro il 31 dicembre 2021, per interventi di sostituzione di sanitari e apparecchi a limitazione di flusso d’acqua su edifici esistenti o parti di questi o su singole unità immobiliari, comprese eventuali opere idrauliche e murarie collegate. Anche in questo la ratio legis ed i multi proprietari sono danneggiati. Un contribuente che volesse eseguire gli interventi agevolabili su più immobili di sua proprietà non otterrebbe infatti un contributo «multiplo» avendo una dotazione limitata di sempre e soli 1.000 euro. Paradosso invece si realizzerebbe in caso di due soggetti co-titolari di un solo immobile. In questo caso infatti per come è strutturata la norma, spettando ad ogni soggetto 1.000 euro di contributo, per una sola unità immobiliare si avrebbe un plafond di 2.000 euro. Ovvio che questa costruzione con un plafond fisso per beneficiario compromette la ratio legis che punta ad un risparmio idrico conseguente alla sostituzione massiva di impianti obsoleti con nuovi che limitano sprechi d’acqua. Come chiaramente indicato al comma 62 della norma in commento, è fondamentale ricordare che il contributo idrico, rispetto al bonus locatori, è previsto per una platea di soggetti più esigua spettando unicamente alla persone fisiche residenti in Italia.

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