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Bonomi: «Sea Handling non sarà lasciata a se stessa»

«Nei prossimi giorni parlerò direttamente coi lavoratori. Su Sea Handling la nave non è abbandonata», dice Giuseppe Bonomi, presidente di Sea. È evidentemente preoccupato per gli esiti che potrebbe avere la sanzione europea da 360 milioni inflitta alla società che gestisce il traffico bagagli. Ma al tempo stesso ribadisce che molto è stato fatto e molto sarà ancora fatto per evitare la liquidazione della società e la tenuta occupazionale.
Crede che quello che è stato fatto nei confronti dell’Ue serva a scongiurare davvero il pagamento della sanzione?
Ce lo auguriamo. Soprattutto perché a fianco della Sea non ci sono solo gli azionisti, ma anche lo Stato italiano. Ricordo i passaggi effettuati: il ricorso contro la decisione europea, che considera gli aiuti da parte di Sea all’Handling come aiuti pubblici, e quindi da restituire alla capogruppo; la richiesta di sospensiva della multa, visto che gli esiti del ricorso li avremo tra due anni, ma intanto andrebbe rispettata l’esecutività della sanzione; fare fronte comune con lo Stato, che ha appoggiato sia il ricorso che la sospensiva, e che in più non ha neppure comunicato alla Sea l’avvenuto sanzionamento, segno di una battaglia condivisa. Speriamo che tutto questo dia dei risultati.
Ma il bilancio di Sea Handling è intanto alle porte. Cosa succederà se non si saprà nulla dall’Ue? Occorrerà subito tagliare 360 milioni dalla contabilità della società e avviarsi verso la liquidazione?
Crediamo ragionevolmente che non avvenga. Sulla sospensiva l’Europa si dovrà pronunciare nel giro di due mesi, e intanto noi abbiamo posticipato a fine maggio l’approvazione del bilancio, proprio per avere più tempo e sperare nell’esito positivo della sospensiva.
Se la sospensiva non venisse concessa?
Dovremmo avviare la liquidazione, ma è un’ipotesi che cerchiamo di scongiurare. L’intervento del governo è prova di questa azione comune, e pensiamo che otterremo la sospensiva.
Poi però ci sarà il ricorso vero e proprio, e non è escluso che nel giro di due anni la multa vada pagata. Cosa fare in tal caso?
Prima di tutto abbiamo più di due anni per lavorarci. Dopo la sospensiva il nostro obiettivo sarà trattare con l’Europa una via d’uscita.
Di che tipo? Ci sono già delle ipotesi?
Bisognerà capire come evitare di pagare una sanzione che per Sea handling sarebbe fatale. L’Europa chiede segnali di discontinuità. Possibile dunque che una cessione, o l’ingresso di un partner privato, serva a risolvere la questione della sanzione, dando evidenza di un’apertura al mercato. Non sappiamo ancora quali potrebbero essere i termini della trattativa, ma è bene sottolineare che la possibilità paventata da alcuni sindacati di far assorbire Sea handling dentro la capogruppo è, purtroppo, da escludere a priori, perché per l’Ue sarebbe una chiara elusione della sanzione.
Si è parlato di operatori interessati. Conferma?
Dalla multinazionale Menzies ho ricevuto una manifestazione d’interesse. Per quanto riguarda Dnata, degli Emirates, ho incontrato un anno fa il Ceo, ma non sembravano interessati.
Conferma che ci sia già pronto un piano B con oltre 700 esuberi?
No, non ci sono esuberi e neppure un piano B, è un piano che definirei Z. È qualcosa a cui non abbiamo neppure lavorato. Ora ci occupiamo di sistemare la questione europea. Poi, certo, di fronte all’ipotesi di fallimento valuteremo, ma è un’opzione che per ora non consideriamo. Comunque chiederemo anche ad un acquirente garanzie occupazionali.
Come può vincolare un acquirente sull’occupazione?
Esistono accordi temporali che possono essere sottoscritti. Ma comunque la Handling è già stata snellita nel tempo. Non ci sarà bisogno di altri tagli.
Come sarà quest’anno il bilancio di Sea Handling?
Ricavi in lieve flessione, Mol quasi in pareggio.
Cosa ne pensa nel merito della multa Ue?
Non ha senso considerare gli aiuti di Sea come aiuti di Stato, tanto più che sono serviti al risanamento e non certo a falsare il mercato. Di solito non sono un dietrologo, ma credo che in queste ore, nella gestione di questa vicenda, ci sia qualcuno che tenti di far fallire ogni soluzione per far in modo che Sea Handling esca dal mercato. Un’azienda che assicura qualità e rappresenta il 75% del settore negli scali milanesi.

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