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Bonomi sale al 27,8% di Via Solferino

Il rischio è che la contesa su Rcs finisca a carte bollate. Sul tavolo della Consob si sono accumulati esposti incrociati da entrambe le parti – Urbano Cairo e la cordata Bonomi – che hanno lanciato le offerte in concorrenza. La Commissione presieduta da Giuseppe Vegas, a quanto risulta, ha discusso ieri di come gestire la situazione, ma nulla di ufficiale è trapelato e difficilmente la Consob si esprimerà prima che chiudano Opas e Opa, ammesso che ritenga di doverlo fare. I nodi sono tanti a partire dalle questioni collegate all’offerta prevalente, che è quella che otterrà più adesioni. Secondo i legali di Cairo, gli aderenti all’offerta soccombente potranno scegliere se portare i loro titoli al vincitore o tenerseli, secondo quelli di Bonomi invece chi vorrà potrà lasciare le azioni all’offerta soccombente che nel caso potrà valutare se rilevarle ugualmente. Il commissario Consob Carmine Di Noia, interpellato a margine di un convegno Assonime, non si è espresso sulla diatriba tra Urbano Cairo e Andrea Bonomi in merito a come sarà sancito il vincitore della battaglia su Rcs. «Tra i due ci sono opinioni divergenti, di solito ha ragione uno solo», ha osservato Di Noia. «La Consob – si è limitato ad aggiungere il commissario – sta valutando le modalità di comunicazione, comunicheremo nei modi appropriati».
Non sul punto dell’offerta prevalente, ma, in qualche altro caso, le risposte arriveranno comunque fuori tempo massimo. Ieri, per esempio, Cairo Communication, con una nota, ha denunciato la pubblicità dell’Opa concorrente lanciata dal veicolo International media holding, sostenendo che l’affermazione contenuta nell’inserzione «”il prezzo offerto da Imh è conveniente” perché esprime un “premio del 90% rispetto al prezzo offerto da Cairo l’8 aprile 2016” dà una rappresentazione ingannevole del corrispettivo proposto da Cairo Communication» e, pertanto, è «idonea a indurre in errore gli azionisti Rcs e influenzarne in modo scorretto ed erroneo la scelta di aderire all’Opas di Cairo Communication ovvero all’Opa promossa da Imh». La Consob però ritiene che non ci siano strumenti “preventivi” per intervenire e che quindi la questione andrà valutata, ma in tempi che non possono essere immediati. Non certo, insomma, entro domani quando termineranno le offerte.
Nel comunicato di Cairo si ribadisce inoltre che il corrispettivo dell’Opas, sulla base del prezzo ufficiale delle azioni dell’offerente del 12 luglio, «esprime una valorizzazione pari a 1,06 euro» per ciascuna azione Rcs e che pertanto «rappresenta un premio del 6% rispetto al corrispettivo unitario, pari a 1 euro in contanti, offerto da Imh». La formula per il calcolo del corrispettivo dell’Opas – 0,18 azioni di Cairo Communication al prezzo attuale di Borsa più 25 centesimi cash – viene invece contestata dalla cordata dell’Opa Bonomi, che sostiene che il prezzo così risultante debba essere rettificato fino a 14 centesimi per tener conto della variazione della posizione finanziaria netta di Cairo Communication in conseguenza dell’indebitamento assunto per pagare la parte in contante dell’offerta.
Una questione che potrebbe avere rilievo anche su un piano diverso da quello del primato dell’offerta più alta. Infatti, è consentito l’acquisto di azioni sul mercato purchè a prezzo non superiore a quello dell’offerta pubblica, salvo, in caso contrario, adeguare il corrispettivo per tutti. Mentre nel caso dell’Opa per contanti il limite è chiaro, in un’offerta anche parzialmente di scambio un po’ meno, soprattutto se ci sono versioni differenti e nessuna pronuncia di una parte terza che tagli la testa al toro. Se per esempio Cairo ottenesse il superamento delle soglie in Rcs(minima del 35% o obiettivo del 50% più un’azione) con acquisti sul mercato, la controparte potrebbe contestarne la legittimità (supposizione di chi scrive).
Gli acquisti sul mercato però a oggi sono stati denunciati solo da Imh, che ieri ha dichiarato l’acquisto (alla data di ieri) di 11,34 milioni di azioni Rcs al prezzo unitario di 0,9892 euro che portano così la partecipazione in mano alla cordata, al netto delle adesioni, al 24,77%: quota che poi verrà girata al veicolo. Complessivamente, con le adesioni arrivate finora all’Opa, la quota su cui può contare la cordata Bonomi è salita al 27,8%.
Lunedì invece, riferiscono i broker di Borsa, Equita – che è uno degli advisor di Cairo – ha dichiarato volontariamente (perchè l’obbligo non c’è più) l’acquisto di un blocco di 20 milioni di azioni Rcs, pari a circa il 3,8% del capitale. Magari è un caso, ma trascorsi i due giorni per la liquidazione, il fondo Antares ha dichiarato di avere aderito all’Opas con 20 milioni di titoli. Luca Orsini, che è tra i fondatori, ha precisato che il pacchetto non rientra però ancora nel conteggio ufficiale che, a ieri, segnalava adesioni per l’11,29% del capitale Rcs. Anche la quota di Nextam – poco meno del 3% in arrivo per Cairo – non è ancora conteggiata. Analoga decisione sarebbe in arrivo da parte dei fondi Ersel. Non ci sono invece conferme ufficiali sulle voci che davano nel primo blocco di adesioni, oltre la quota di Intesa (4,2%), anche quella detenuta da Urbano Cairo tramite UT Communication (4,7%).
Caduta nel vuoto anche la richiesta di maggior trasparenza sulla provenienza delle adesioni all’Opas Cairo, avanzata con una nota pubblica da Imh, dove si fa riferimento alle comunicazioni di Borsa italiana, «secondo le quali le azioni Rcs apportate all’Opas Cairo nella giornata del 12 luglio risultano essere pari a circa il 9,43% del capitale sociale di Rcs, nonché ai rumours di stampa, dai quali emergerebbe che tali adesioni potrebbero essere riferibili ad azioni Rcs conferite all’offerta prevalentemente da parte dello stesso Urbano Cairo, nonché da Intesa Sanpaolo (advisor finanziario di Cairo Communication oltre che banca finanziatrice della stessa), il tutto per una partecipazione aggregata che, ove confermata, potrebbe complessivamente ammontare a circa l’8,90% del capitale sociale di Rcs». Imh, chiede dunque «che venga debitamente fornita adeguata ed esaustiva informativa in merito alla fondatezza delle notizie riportate dalla stampa».
Ieri il titolo Rcs ha chiuso in Borsa a 0,9895 euro (+0,25%), Cairo Communication a 4,48 euro (-1,37%). Le azioni Rcs acquistate a partire da oggi non potranno più essere consegnate alle due offerte, dato che la liquidazione delle azioni in Borsa italiana è a due giorni.

Antonella Olivieri

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