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Bonomi: la task force soluzione bizantina, non è la strada giusta

La manovra del governo: «Non c’è visione, provvedimenti scollegati che non fanno ripartire il paese. È una politica degli annunci cui non seguono i fatti e questo ci preoccupa molto. Non bastano sussidi e ristori, non c’è una linea, non si dice arriveremo là, e questo è dato dal mancato ascolto». La task force per il Recovery Plan: «siamo rimasti senza parole, dire che è bizantina è poco». Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, parla a Zapping su RaiRadio1. «Non c’è un Bonomi uno e un Bonomi due, sono rimasto sempre sulle mie posizioni, Confindustria è rimasta sulle proprie posizioni, sull’idea che noi interveniamo su temi economici» ha risposto il numero uno degli industriali ad una domanda del conduttore. «Ho sempre affermato che le nostre posizioni non sono politiche, i governi li decidono gli elettori italiani, noi ci occupiamo di politica economica. Quando il governo fa bene facciamo un plauso, quando secondo noi sbaglia, e purtroppo ha sbagliato spesso ultimamente, noi lo sottolineamo».

Manca la fiducia, ha sottolineato Bonomi, citando a riprova l’aumento dei depositi bancari, ad un livello che non si vedeva dalla crisi petrolifera. Scuole, montagna: «Ogni settimana si cambia idea, non c’è trasparenza e chiarezza nelle decisioni», dà l’idea «che ci sia uno stato confusionale e non decisionale. Il patrimonio di fiducia degli italiani con l’estate è stato devastato». E sulla task force: «C’è un comitato di tre ministri, ciò dà la misura di come si cerchi una mediazione politica. Ma soprattutto si certifica che la Pa e i ministeri non sono in grado di gestire i fondi del Next Generation Ue». Quanto ai componenti: «Spero non siano manager di Stato perché vorrebbe dire una statalizzazione dell’intervento europeo e soprattutto spero siano manager senza conflitti di interesse perché sarebbe strano che gestiscano fondi del Recovery che poi arrivino a favore di progetti per le loro imprese». Quanto ai 300 esperti: «È l’apoteosi, se questa deve essere la struttura che gestisce i fondi con rapidità, capacità decisionale ed efficacia credo non sia quella la strada. Ricordo i 50 commissari per le grandi opere, siamo ancora in attesa dell’elenco».

Non c’è una seconda fase nemmeno nei confronti del sindacato, o con la Cgil in particolare, ha spiegato Bonomi: «Con Landini ci confrontiamo costantemente, le nostre posizioni sui contratti stanno portando frutti. Li stiamo siglando con misure economiche compatibili con la situazione attuale».

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