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Bonomi con Tronchetti, vola Camfin

Camfin torna sotto i riflettori di Piazza Affari. Il possibile arrivo di Andrea Bonomi come cavaliere bianco ha scatenato gli operatori, che ieri hanno preso di mira il titolo della cassaforte della Pirelli facendogli guadagnare il 5,38%. Il patron di Investindustrial e Marco Tronchetti Provera starebbero parlando del possibile coinvolgimento del fondo nel braccio di ferro con la famiglia Malacalza. «Si tratta di contatti interlocutori» ha fatto sapere la Mtp Sapa, la cassaforte di Tronchetti, su richiesta della Consob. Non solo con Bonomi ma «con alcuni primari soggetti italiani ed esteri, tra cui anche Investindustrial, che hanno recentemente manifestato il proprio interesse rispetto a ipotesi di partnership, anche partecipativa». Allo stato, tuttavia, ha precisato la società, «non vi sono operazioni in corso o anche solo in via di definizione». I due si stanno parlando, insomma, ma l’eventuale partnership Tronchetti-Bonomi sarebbe ancora tutta da definire.
In Borsa l’idea piace. C’è tuttavia un convitato di pietra al tavolo delle scommesse: la famiglia Malacalza. Pensare che Investindustrial si sostituisca tout court alla famiglia genovese in Gpi e Camfin comprando le loro quote al momento appare difficile. I Malacalza non sono venditori. È anche vero, a quanto risulta, che non c’è un’offerta sul tavolo per la loro quota. Interesse a entrare nella cassaforte della Pirelli, invece, sì. Dunque, in assenza di indicazioni, non si può che ragionare per ipotesi. Partendo da un dato: a gennaio tanto Tronchetti quanto gli ex alleati possono disdettare i patti di sindacato delle due casseforti andando alla scissione di Gpi. Da quel momento tutto è possibile, come sembra indicare la stessa Camfin nella nota, chiarendo che le manifestazioni di interesse «ferme restando le pattuizioni in essere aventi ad oggetti Camfin, rimangono allo stato colloqui privi di concretezza». Il divorzio in Gpi porterebbe in dote a Malacalza il 25,6% di Camfin e a Tronchetti il 24% (con Massimo Moratti e Alberto Pirelli la quota salirebbe sopra il 29,5%). Potrebbe essere una buona base per regolare i conti con un’Opa, partendo da una situazione di sostanziale equilibrio. La cassaforte della Bicocca capitalizza meno di 350 milioni.
Nelle sale operative più d’uno sta ragionando su uno scenario simile e i movimenti visti su Camfin nelle scorse settimane sembrano offrire una sponda a questa ipotesi. Negli ultimi 30 giorni in Borsa è passato di mano quasi il 25% del capitale della cassaforte Pirelli. Ieri è stato scambiato un altro 0,6%. In base ai patti né Tronchetti né Malacalza possono comprare. Qualcuno però si sta muovendo.

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