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Bonomi all’assalto di Guala ha il 49,5% e lancia l’Opa con Del Vecchio e Nissim

Andrea Bonomi ci riprova a conquistare la Guala Closures, società che fa tappi e packaging con oltre 600 milioni di fatturato e 29 stabilimenti sparsi per il mondo. Ad aprile il fondo Investindustrial del nipote di Anna Bonomi Bolchini aveva lanciato un’Opa sulla Guala a 6 euro ma il responso del mercato era stato deludente, solo il 4% raccolto. Ma non si è dato per vinto e lavorando dietro le quinte ha convinto, insieme all’advisor Lazard Italia, una decina di grossi investitori della Guala a vendere le loro azioni o a rimanere al suo fianco. La famiglia De’ Longhi, la famiglia Benetton, il fondo Quaestio, l’hedge Whitebox, il fondo Amber e la Space holding (che si è impegnata ad aderire all’Opa) con in totale il 23,2% hanno deciso di passare la mano al prezzo di 8,2 euro. Mentre la Delfin di Leonardo Del Vecchio, la famiglia Nissim e il fondo spagnolo Alantra conferiranno, allo stesso prezzo, le loro azioni al veicolo di Bonomi, rimanendo quindi in partita al suo fianco. Il quale, a quel punto, dall’alto di un 48,5% del capitale lancerà l’Opa totalitaria sempre a 8,2 euro per azione.
Gli unici per il momento non coinvolti nell’operazione sono il fondo Peninsula con l’8,8% dei diritti di voto e il management, guidato da Marco Giovannini, con il 13,8% dei diritti economici e il 23,3% dei diritti di voto. Bisognerà vedere nei prossimi giorni se anche loro decideranno di aderire all’Opa oppure se cercheranno di opporsi potendo contare, insieme, una minoranza di blocco nell’assemblea straordinaria. L’idea di Bonomi sarebbe quella di portare Guala fuori dalla Borsa e di farla crescere attraverso acquisizioni a livello internazionale, andando a insediare i colossi americani.
Alla notizia dell’Opa il prezzo di Guala in Borsa è schizzato in su del 17% andando a superare il valore di 8,2 euro, fino a 8,26, segno che il mercato potrebbe voler ancora di più. Il prezzo di 8,2 euro valorizza la società 570 milioni ed è superiore del 26,6% al prezzo medio degli ultimi sei mesi di Borsa. Ai tempi della prima Opa una fairness opinion aveva stimato tra 6,9 e 8,3 euro il valore corretto della società. L’obbiettivo minimo per Investindustrial sarebbe quello di arrivare al 67% in modo da poter deliberare senza problemi una fusione con il veicolo che ha lanciato l’Opa. Ma l’operazione vuole anche avere un significato di svolta nella gestione della società dopo che negli ultimi tre anni, cioè da quando Guala si è quotata in Borsa attraverso la fusione con Space, i risultati sperati e promessi dal management non sono arrivati e il prezzo in Borsa è calato dai 10 euro del debutto a Piazza Affari fin sotto i 5 euro al culmine della crisi Covid e ai 7 euro pre-lancio dell’Opa. Bonomi conosce Giovannini dai tempi della Ducati, ma potrebbe decidere, insieme ai suoi soci, di inserire in azienda nuovi manager in grado di dare una sferzata positiva all’azienda.
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