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Bonifico scorretto, salta il 36%

Il bonifico incompleto cancella lo sconto del 36 per cento. Per l’agenzia delle Entrate, l’omessa indicazione dei riferimenti normativi e del numero di partita Iva del beneficiario non dà diritto alla detrazione del 36% sulle spese di ristrutturazione. È questa la risposta dell’agenzia delle Entrate contenuta nella risoluzione 55/E del 7 giugno 2012, che è stata emanata in seguito a un’istanza di interpello di un contribuente che aveva eseguito un bonifico bancario incompleto di alcuni dati.
Nell’istanza, il contribuente faceva presente che aveva acquistato un box pertinenziale per il quale intendeva fruire dello sconto del 36% spettante per gli interventi di recupero edilizio, eseguendo un bonifico bancario di 11mila euro. Nel bonifico eseguito però non è stato indicato il riferimento normativo, la legge 449/1997, e nemmeno il codice fiscale del beneficiario.
L’omessa indicazione del riferimento normativo aveva peraltro consentito l’incasso totale della fattura, da parte dell’impresa beneficiaria, senza cioè la ritenuta del 4% che avrebbe dovuto essere operata dalla banca. Infatti, in base all’articolo 25 del Dl 78/2010, le banche e le Poste Italiane Spa devono operare una ritenuta del 4% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare del 36% in relazione alle spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio o del 55% in relazione alle spese per interventi di risparmio energetico. In questo modo si anticipa all’erario una parte del prelievo dovuto dai contribuenti in favore dei quali si accreditano somme per la realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio, che danno diritto ad una detrazione del 36% o per interventi di risparmio energetico, che consentono uno sconto del 55 per cento.
Per l’agenzia delle Entrate, il bonifico bancario o postale incompleto dei riferimenti normativi e del numero di partita dell’impresa beneficiaria pregiudica, in maniera definitiva, il rispetto, da parte delle banche o delle Poste, di operare la ritenuta del 4 per cento.
Per fruire della detrazione, i pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale, con l’indicazione della causale del versamento, del codice fiscale del beneficiario della detrazione e della partita Iva o codice fiscale del destinatario del pagamento.
L’agenzia delle Entrate indica però anche una soluzione per salvare la detrazione, nel caso in cui il contribuente proceda alla ripetizione del pagamento all’impresa con un nuovo bonifico bancario o postale nel quale saranno indicati i dati richiesti, per consentire alle banche o alle Poste di eseguire la ritenuta del 4 per cento. Con la ripetizione del pagamento, nell’anno 2012, nel rispetto delle norme, sarà possibile fruire della detrazione del 36% della spesa sostenuta in sede di dichiarazione dei redditi del 2012, da presentare nell’anno 2013, Unico 2013 o modello 730/2013.
In seguito al nuovo pagamento, le parti, nell’ambito dell’autonomia negoziale, potranno definire le modalità di restituzione da parte dell’impresa, che ha incassato un doppio bonifico, al contribuente che, in questo modo, ha salvato lo sconto del 36 per cento.

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