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Bonifici e ritenute, rischio estensione

L’applicazione della nuova normativa sulla ritenuta d’ingresso sui pagamenti provenienti dall’estero sta determinando una serie di interrogativi sulle operazioni finanziarie più ricorrenti.
Infatti, la locuzione usata dal legislatore che prevede la tassazione di tutti i flussi finanziari provenienti dall’estero e destinati alle persone fisiche residenti renderebbe molto ampia la platea delle operazioni da sottoporre a questa tassazione.
L’utilizzo di una siffatta terminologia avrebbe come conseguenza diretta il ricorso “massiccio” all’autocertificazione, al fine di escludere tutta una serie di movimentazioni dall’applicazione della norma prevista sulla trattenuta del 20%.
La ratio della norma non prevede, però, l’utilizzo estensivo dell’autocertificazione per quei contribuenti che non siano possessori di attività all’estero e che, quindi, non abbiano mai compilato il quadro Rw del modello Unico.
Si pensi, ad esempio, alle erogazioni liberali indirette (bonifici esteri da parte dei figli espatriati verso i parenti rimasti in Italia) piuttosto che alla possibilità di dover spiegare all’intermediario finanziario che le somme percepite per le borse di studio estere ed accreditate in Italia non sottostanno alla ritenuta d’ingresso.
Ancora, potrebbero essere – ma solo teoricamente – assoggettate a questa tassazione i rimborsi spese percepiti da una persona fisica che abbia compiuto una trasferta all’estero e dove il committente straniero gli bonifichi direttamente la somma, a ristoro delle spese documentate. Ma è altresì chiaro che tutte queste movimentazioni finanziarie non possano, in nessun caso, essere soggette a siffatta tassazione sostitutiva o d’acconto quando il percipiente non dovrebbe, per coerenza e per logica normativa, neanche ricorrere all’autocertificazione perché non detentore, nella gran parte dei casi, di alcun investimento estero.
Viceversa per coloro i quali abbiano, invece, delle attività riportate nel quadro Rw, si potrebbero porre altre problematiche. Il problema più sentito, per costoro, è la suddivisione, all’interno del flusso finanziario ricevuto, tra la “mera” movimentazione finanziaria e la quota parte, derivante dal conseguimento di una plusvalenza o di un reddito imponibile, oggetto di tassazione.
Potrebbero verificarsi, infatti, delle asimmetrie per i flussi finanziari relativamente agli immobili detenuti all’estero e locati. In tal caso, la suddivisione fra la parte imponibile e quella non imponibile, non sempre è di facile intuizione e/o di calcolo, in corso d’anno.
Il percipiente potrebbe, per esempio, ricevere con un primo bonifico una somma non imponibile in Italia, secondo le previsioni degli articoli 67, lettera f) e 70, comma 2 del Tuir e solo successivamente la residua parte, magari integralmente imponibile.
Gli immobili detenuti all’estero creano altre difficoltà e suscitano vari interrogativi: ad esempio, come si dovrebbe comportare il contribuente che ricevendo i canoni di locazione in realtà ancora non sappia quanto dichiarerà nello Stato estero da riportare nel proprio modello unico, così come riportato, nelle istruzioni di quest’anno, dello stesso modello al rigo Rl12?
Vi sono, poi, altre criticità sul quale sarebbe opportuno un ulteriore chiarimento da parte del ministero sui flussi ricollegabili, ad esempio, ai versamenti effettuati mediante assegni tratti sull’estero, dove magari l’istituto di credito italiano abbia anticipato i fondi rispetto all’esito positivo dell’incasso, oppure al tax refund dei beni o sui servizi acquistati all’estero.
Per concludere, ricapitoliamo le movimentazioni finanziarie non assoggettate a ritenuta/imposta sostitutiva: il rientro dei capitali derivanti da contratti di mutuo, deposito e conto corrente diversi da quelli bancari; quelli derivanti da impieghi residuali; quelli ricollegabili al solo costo fiscale nell’ambito della cessione di immobile situati all’estero e quello riferibile al costo fiscale nell’ambito delle cessione di partecipazioni qualificate in società non residenti o in società residenti qualora siano state detenute all’estero.

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