Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bond truffa, rimborsi non esentasse

ROMA.
I risparmiatori delle quattro banche speravano di vederlo scritto nel testo. E invece è finito solo in un ordine del giorno. I rimborsi automatici non saranno esentasse. Almeno fino a quando il governo non scriverà una norma ad hoc. E l’impegno, quello almeno, c’è. Per il resto il decreto banche arriva oggi in aula alla Camera blindato. Dunque nell’identica versione del Senato, già poco emendata. In attesa della fiducia del governo, prevista per l’inizio della prossima settimana. E soprattutto della conversione in legge entro il 2 luglio.
Nel testo, i criteri per l’indennizzo forfettario ai 10.559 obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti che si sono visti azzerati dalla sera alla mattina 328 milioni di bond subordinati, nel novembre scorso, quando le banche sono fallite. Una strada veloce: l’80% del capitale restituito a quanti possono contare su un reddito complessivo sotto i 35 mila euro lordi oppure un patrimonio tra titoli, conti e altro non superiore ai 100 mila euro. Che però deve fare i conti anche con il peso fiscale. L’alternativa è l’arbitrato di Cantone, dunque l’analisi caso per caso. Ma anche qui occorre attendere due decreti attuativi – previsti dallo stesso decreto entro il 30 giugno – per capire come funzionerà e se è ipotizzabile un risarcimento totale. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nell’audizione di ieri alle commissioni Finanza di Camera e Senato, per la prima volta ha aperto una terza via: «Forse nel ricapitalizzare o vendere la banca, metodi per indennizzare in parte coloro che hanno perso i soldi possono essere pensati dai nuovi proprietari con warrants e altri tipi di interventi». Una dichiarazione che Roberto Nicastro, presidente delle nuove quattro banche e incaricato di venderle, non commenta. Ma che rumors di mercato considerano azzardata, se applicata alle quattro banche, con il rischio di zavorrarne la cessione. Visco sulla vicenda di novembre è però chiaro: «Le misure adottate erano divenute l’ultima alternativa possibile alla liquidazione, ancora più traumatica, hanno assicurato la continuità operativa delle banche, evitato possibili minacce per la stabilità finanziaria, consentito di non porre oneri a carico dello Stato».
Valentina Conte
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa