Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bond rilevati dai soci: la società deduce gli interessi passivi

Gli interessi passivi non rilevano ai fini del giudicato di inerenza, e quindi di deducibilità dal reddito d’impresa (articolo 109, comma 5, Tuir). È questo il principio statuito dalla Ctp di Vicenza, con la sentenza 459/03/2015 (presidente e relatore Tomaselli).
Una società distribuiva dividendi ai soci, i quali sottoscrivevano un prestito obbligazionario emesso dalla società stessa. L’ufficio contestava l’antieconomicità dell’operazione e, quindi, la deducibilità dei relativi interessi passivi per difetto di inerenza.
La società impugnava l’atto affermando, tra l’altro, che gli interessi passivi su prestiti obbligazionari sono in ogni caso deducibili nei limiti del tasso previsto dal Tuir, e che gli oneri finanziari non soggiacciono al principio di inerenza. L’ufficio resisteva sottolineando che anche la deduzione degli interessi soggiace alla valutazione di inerenza, che non sussisteva nel caso di specie: l’operazione secondo il fisco è da ritenersi antieconomica per la coincidenza tra soci e sottoscrittori dei bond.
La Ctp osserva che gli oneri finanziari sono deducibili nei limiti dell’articolo 96 del Tuir e che il limite di deducibilità degli interessi passivi maturati sulle obbligazioni è costituito dal “tasso soglia” vigente al momento dell’emissione. Pertanto, la Ctp non ha ritenuto fondato il riferimento operato dall’ufficio al principio di inerenza di cui all’articolo 109, affermandone l’inapplicabilità agli oneri finanziari, stante l’esclusione prevista dal comma 5 dello stesso articolo. Né assume rilevanza, prosegue la Ctp, la coincidenza tra percettori dei dividendi e sottoscrittori. Infatti, una volta deliberata la distribuzione, la società ha un debito verso i soci che ben può estinguere mediante indebitamento bancario, cioè tramite l’emissione di obbligazioni.
La sentenza è conforme a quanto statuito dalla Cassazione con la sentenza 6204/2015, che ha escluso il sindacato di inerenza agli interessi passivi, affermando che sono oneri generati dalla funzione finanziaria relativi all’impresa nel suo progredire e che non possono essere riferiti a una particolare gestione aziendale, o ritenuti accessori a un costo determinato. Pertanto, sono sempre deducibili. In modo difforme si era espressa la Cassazione con la sentenza 24434/2013, che, in un’operazione di Mlbo (merger leveraged buy-out), ha affermato che il giudice deve accertare se gli interessi passivi sostenuti da unanewco possano qualificarsi come inerenti.
Il rapporto tra il regime di deducibilità degli interessi e l’articolo 109, comma 5 del Tuir merita una riflessione: se il principio di inerenza si radica nella norma in modo non pacifico, come afferma la Cassazione 24434/2013, allora a tale principio sono estranei gli interessi passivi; se invece il principio di inerenza si radica su una regola generale non espressa di collegamento tra i componenti economici e attività svolta, allora l’inerenza degli oneri finanziari andrà verificata alla luce dell’attività dell’impresa, e non tanto per la sua diretta connessione a una precisa componente di reddito (Cassazione 16826/2007 e 16824/2007).
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa