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Bond protetti dalla liquidazione: cartolarizzazioni per 24 miliardi

Veneto Banca e Popolare di Vicenza sono state molto attive sul mercato delle cartolarizzazioni: la prima ha in essere asset-backed securities su crediti con un valore totale iniziale attorno ai 9,5 miliardi di euro, la seconda per circa 14 miliardi. Si tratta di portafogli di mutui residenziali e prestiti alle PMI per un totale che al momento delle securitisation superava i 150mila contratti. Attualmente, il valore dei portafogli di crediti cartolarizzati è di 4,5 miliardi per Veneto Banca e 6,5 miliardi circa per Popolare di Vicenza: le cartolarizzazioni hanno un piano di ammortamento che scandisce il rimborso parziale del capitale durante la vita dei bond. Anche il numero dei contratti di prestito cartolarizzati nel tempo cala, per lo stesso motivo.
Queste cartolarizzazioni non temono la burrasca della liquidazione ordinata delle due banche. Questo tipo di operazioni di finanza strutturata, a differenza del covered bond che viene garantito anche dal patrimonio della banca, è scollegato dalle sorti dell’originator (chi vende gli asset), in quanto il pagamento delle cedole e del capitale è garantito dal flusso di cassa generato dagli asset sottostanti ceduti a società-veicolo: solo il servicer, il gestore dei crediti, può finire sotto i riflettori del mercato se collocato all’interno alla banca cedente gli asset.
Il rating assegnato da Fitch alle principali ABS delle due banche venete risultava ancora ieri molto alto, più alto della Repubblica italiana. Claris Sme 2015, Claris finance e Claris RMBS di Veneto Banca e le numerose cartolarizzazioni Berica Abs e Mbs di Popolare Vicenza sono state tutte declassate dalla”AA+” alla “AA” lo scorso due maggio, in seguito alla retrocessione dalla BBB+ alla BBB dell’Italia: Fitch applica sulle cartolarizzazioni un tetto collegato al rating sovrano, tollerando un massimo di 6 gradini di differenza tra i due emittenti. Al momento Fitch non ha effettuato alcuna rating action sulle cartolarizzazioni delle due banche venete, a seguito del liquidation aid.
L’interesse degli investitori nelle ABS di Veneto Banca e Popolare Vicenza resta comunque molto alto in questo momento, anche se nella terra incognita del liquidation aid il mercato non si attende questi bond subiscano contraccolpi. Tuttavia la necessità di approfondire la struttura di queste cartolarizzazioni si sta riversando nella ricerca di informazioni aggiornate: si guarda in particolar modo alla componente geografica dei prestiti, che non sarebbero concentrati in Veneto ma vedrebbero una elevata componente nel Sud, per via di BancApulia.
La massima trasparenza sulle cartolarizzazioni delle due banche viene garantita dalla bancadati European Data Warehouse nata nel 2010 dopo la grande crisi finanziaria, per volere dalla Bce. Questa piattaforma di dati, posseduta da banche europee e agenzie di rating, ha l’obiettivo di raccogliere tutte le informazioni quanto più dettagliate possibile sulle cartolarizzazioni denominate in euro (anche se di recente ha aggiunto quelle in sterline). La raccolta delle informazioni, per via telematica, viene effettuata nel rispetto di requisiti informativi impostati su indicazioni della Bce stessa, e che rendono questi asset utilizzabili (eligible) come collaterale nelle operazioni di rifinanziamento della Banca. Oltre alla trasparenza, un altro obiettivo del lavoro della European Data Warehouse sulle ABS europee è l’armonizzazione. L’omogeneizzazione del mercato dei crediti bancari in Europa è lontana in quanto le definizioni e le valutazioni, soprattutto nel passaggio dei prestiti dalla categoria in bonis a quella dei deteriorati, è dominata da prassi nazionali: ma l’esistenza stessa di un centro di raccolta dati europeo va nella direzione dell’armonizzazione. La qualità del circuito della European Data Warehouse è infine garantito dalla periodicitá dei dati sulla piattaforma (30 giorni a seguito dell’interest payment date, solitamente i dati sono aggiornati su base mensile o trimestrale).

Isabella Bufacchi

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