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Bond per i prestiti ai Comuni

Il cantiere del decreto sui pagamenti Pa non chiude per Pasqua. Anche nei prossimi giorni i tecnici continueranno a lavorare al provvedimento che allenta il Patto di stabilità. E che è atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri la settimana prossima. A meno che le procedure in atto per la formazione del nuovo Governo non comportino lo slittamento di qualche giorno del via libera al Dl. A ogni modo l’intervento dell’Esecutivo dovrebbe articolarsi in due fasi: subito uno sblocco del 3% dei residui passivi nei bilanci degli enti locali; entro una ventina di giorni l’autorizzazione ad andare oltre quel tetto (per chi ha i soldi in cassa) oppure ad accedere (per chi non li ha) a un prestito agevolato finanziato dall’emissione di titoli di Stato.
Come confermato anche ieri durante gli incontri tecnici tra gli esperti di via XX Settembre e i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni il Governo è intenzionato a fare presto. E a chiudere entro giugno la partita sui primi 20 miliardi da destinare al pagamento dei debiti delle Pa. Altrettanti ne arriveranno entro il 2014. Fermo restando – sottolineano dall’Economia – che la flessibilità dello 0,5% sull’indebitamento, concessa da Bruxelles e messa nero su bianco nella relazione sui saldi di finanza pubblica all’esame del Parlamento, varrà nei limiti dei debiti pregressi.
Una volta emanato il Dl, le Regioni e gli enti locali potranno pagare immediatamente le fatture per crediti certi, liquidi ed esigibili, scaduti al 31 dicembre 2012 e dunque sforare il Patto. Con un limite che potrebbe essere fissato al 3% dei residui passivi. Subito dopo si aprirebbe una fase due. Entro una ventina di giorni ogni amministrazione dovrà comunicare le sue esigenze effettive (cioè quanto serve ancora dopo il 3% già anticipato) sulla base delle fatture certificate e chiedere l’autorizzazione al Tesoro a liberare dal Patto l’importo corrispondente.
In questa seconda fase, gli enti potranno anche comunicare l’eventuale esigenza in termini di liquidità per cui chiedono l’accesso al prestito agevolato (in 30 anni e al 3%) che sarà previsto dal Dl. Uno strumento a cui potranno accedere anche le Regioni che saranno autorizzate a sforare il loro tetto alla spesa corrente e che verrebbe finanziato con l’emissione di titoli di Stato.
A tornare a sollecitare lo sblocco immediato dei pagamenti, senza dilazioni e con procedure semplificate e compensazioni, sono le associazioni imprenditoriali, a partire da Confindustria, Rete Imprese Italia e Confagricoltura, e Abi che ieri hanno incontrato il Garante Pmi, Giuseppe Tripoli. Il Garante ha evidenziato che a febbraio i pagamenti hanno segnato un -2,8% rispetto al 2012. Questa mattina il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, sarà ascoltato dalle Commissioni speciali di Camera e Senato, in seduta congiunta, sulla relazione del Governo, così come i ministri Enzo Moavero Milanesi e i rappresentanti di Bankitalia e Istat. Già ieri le Commissioni hanno avviato la discussione sul “dossier” con l’obiettivo di consentire alle due Camere di dare l’ok il 2 aprile. Dopo il Pd, anche Antonio Azzollini (Pdl) suggerisce di dare priorità allo sblocco dei pagamenti a livello locale. Il tutto mentre il M5s continua ad avere una posizione autonoma e prepara una sua risoluzione.

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