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Bond per 250 miliardi in Europa nel 2011

di Mara Monti

Saranno le emissioni high yield a trainare il mercato europeo dei corporate bond che i primary dealers stimano per il 2011 in circa 250-300 miliardi di euro tra tutte le asset class, in linea con i livelli dello scorso anno. Sempre più ricercati dal mercato, i bond a rischio, ma più remunerativi finora hanno totalizzato emissioni in Europa per 10,7 miliardi di euro, un balzo rispetto ai 6,7 miliardi dello stesso periodo del 2010 e i soli 500 milioni del 2009. Il trend andrà a compensare il calo dei bond investment grade non financial destinati a non superare quest'anno 100 miliardi di euro (l'anno scorso è stato di 123 miliardi).

Ne sono convinti gli operatori interpellati da Il Sole 24 Ore secondo i quali il mercato high yield sta toccando livelli record e la corsa non è destinata ad interrompersi. Soprattutto in questa fase in cui le imprese sfruttano l'attuale congiuntura per finanziarsi prima che riprenda la corsa al rialzo dei tassi, un canale rimasto aperto anche quando le banche durante la crisi concedevano prestiti con grande difficoltà per mancanza di liquidità. Oggi il clima è decisamente cambiato: le società, in particolare quelle investment grade, stanno riportando ottimi risultati, si trovano con disponibilità di cassa sufficiente da non rendere necessario il ricorso al mercato del debito. Secondo gli operatori, parte di questa liquidità sarà utilizzata per operazioni di Merger & Acquisition destinate a essere uno dei driver principali del mercato dei capitali nei prossimi mesi, come i segnali di ripresa in Europa stanno dimostrando.

Il calo dei bond corporate investment grade (se si escludono le banche) è segnalato dal confronto tra i collocamenti portati a termine dall'inizio dell'anno per 30,5 miliardi di euro e quanto realizzato nello stesso periodo del 2010 per 57,8 miliardi e 133,8 miliardi nei primi quattro mesi del 2009. Del resto, nei primi tre mesi del 2011, sono state le obbligazioni bancarie a dominare la scena sia in termini di controvalore sia di numeri di operazioni, mettendo a segno emissioni per 97 miliardi di euro: per i prossimi mesi, gli operatori non si attendono consistenti emissioni di bond bancari in quanto i costi del funding sono al momento elevati. È questo uno dei motivi che ha spinto molti istituti di credito nei mesi scorsi ad utilizzare lo strumento del private placement e ottenere così condizioni migliorative rispetto alle emissioni pubbliche. Ora, invece, i termini si sono invertiti, le emissioni pubbliche sono preferite perché sostenute da una domanda vivace.

Da questo scenario non è escluso il mercato italiano con la corsa dei corporate high yield con collocamenti per 3,4 miliardi di euro superiori a quelli investment grade che si sono fermati a 2,9 miliardi. «In questa fase, le società ricorrono al mercato per rifinanziare linee di credito in scadenza, solo in rari casi per sostenere piani di sviluppo come nel caso di Fiat Industrial», spiega Pantaleo Cucinotta, responsabile del Debt Capital Markets di Banca Imi, l'istituto di credito che nel primo trimestre si è collocata al primo posto per numero di emissioni (20) con un controvalore pari a 3,356,41 miliardi di euro. «Nei prossimi mesi ci aspettiamo nuove emissioni in particolare di corporate high yield e covered bond bancari, confermando i trend in atto in Europa».

 

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