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Bond Mediobanca e Intesa Sanpaolo fanno il tutto esaurito

Il rally sul mercato dei titoli governativi periferici non poteva lasciare indifferente gli emittenti sul primario corporate finanziario che sfruttando l’onda lunga dell’effetto Bce hanno colto una finestra di mercato per calare le loro carte. Mentre lo spread tra il BTp e il Bund decennale ha chiuso ieri in lieve salita a 139 con un rendimento al 2,80%, Mediobanca e Intesa Sanpaolo hanno collocato due bond raccogliendo richieste per complessivi 4,9 miliardi di euro in prevalenza provenienti da investitori esteri.
Il bond Mediobanca del tipo covered, una rarità per gli emittenti italiani, ha strappato un rendimento al di sotto della curva del secondario: il covered da 750 milioni di euro, scadenza 5 anni, con cedola 1,125%, è stato prezzato con uno spread di 51 punti base sul midswap, al di sotto della guidance di apertura fissata in area 55 punti base, ma soprattutto sotto il livello del mercato secondario. Il prezzo secondo gli operatori, è tra i più bassi tra quelli strappati da una banca italiana che dall’inizio dell’anno hanno collocato circa 15 miliardi di covered bond: lo spread sul midswap è passato da 160 punti base per le emissioni di gennaio fino ai 51 centesimi del bond di ieri di Mediobanca passando per 270 punti base di Banca Carige ai 215 di Bper. Nella ripartizione geografica, gli investitori italiani hanno sottoscritto il 40% del bond, i Tedeschi il 25%, gli Inglesi e i Francesi rispettivamente il 9 per cento. Il risultato ottenuto dall’emissione di ieri è il più basso tra i covered dallo scoppio della crisi finanziaria e dimostra come il sistema bancario italiano sia percepito come un asset interessante in un mercato ancora alla ricerca di rendimenti per parcheggiare la liquidità. Il deal è stato gestito da Commerzbank, Mediobanca, Natixis e Société Générale.
Forte richiesta anche per il bond di Intesa Sanpaolo che ha raccolto ordini fino 3,5 miliardi rispetto a una offerta da un miliardo di euro per il bond senior unsecured, scadenza 7 anni e cedola al 2 per cento. Con un rendimento al 2,048%, il bond è stato prezzato con uno spread sul midswap di 98 centesimi al di sotto della guidance fissata inizialmente a 105-110 punti base sopra il midswap. Rispetto al titolo governativo di riferimento, il bond Intesa Sanpaolo quota un punto base sopra il BTp 3,75% 05/21. Più di 225 investitori hanno presentato richieste di sottoscrizione del titolo che è stato sottoscritto in termini di distribuzione geografica per il 30% da investitori inglesi e irlandesi, il 22% francesi, il 12% tedeschi e austriaci, l’11% Benelux, l’11% Italia, 5% paesi nordici, il 3% svizzero, il 2% spagnoli e il 2% asiatici. Tra le tipologie di investitori, il 71% ha visto la presenza di fund manager, il 19% da fondi pensione e assicurazioni, il 7% da banche e il 2% da banche centrali. Le banche capofila del deal sono Banca Imi, BofA, Hsbc, Natixis e Ubs. I rating assegnati al debito a lungo termine di Intesa Sanpaolo sono Baa2 da Moody’s, BBB da S&P, BBB+ da Fitch .

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