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Bond, la Corte Ue dà l’ok agli acquisti Bce del 2012 strada spianata per i prossimi

La Corte europea di giustizia dà un sostanziale via libera all’acquisto di bond da parte della Bce, decisi nel 2012. In un parere consultivo l’avvocatura generale sostiene che il programma dell’Eurotower “in linea di principio” è in linea con i Trattati Ue, anche se devono essere rispettate alcune condizioni.

Dopo questo pronunciamento i mercati si aspettano il varo rapido dell’operazione che in gergo si chiama «quantitative easing», più volte preannunciata da Mario Draghi: potrebbe scattare già la prossima settimana, nella riunione in programma giovedi 22.
In vista di questo appuntamento il presidente dell’istituto ribadisce che, nell’attuale situazione congiunturale, la Bce non ha «infinite possibilità tra le mani» per aiutare l’economia dell’eurozona . E una è appunto l’acquisto di bond. Draghi ci crede e ora lo ripete con forza. Yves Mersch, membro dell’esecutivo e responsabile della parte legale della Banca commenta positivamente il parere della Corte: “Ci felicitiamo per le conclusioni dell’avvocatura generale» che danno «molto discrezionalità » alla banca nell’indirizzare il suo mandato.
La sentenza definitiva della Corte è prevista nel giro di qualche mese. Ma non sono esclusi altri ricorsi da parte della Bundesbank, da sempre fortemente contraria all’operazione. Non a caso la vicenda era finita alla Corte del Lussemburgo proprio su sollecitazione dalla Corte costituzionale tedesca, secondo cui, in diversi aspetti, il programma della Bce poteva essere in contrasto con i Trattati europei. La Corte tedesca si è ora riservata di riprendere in mano la questione: fonti interne raccontano che i giudici sarebbero tentati di ingiungere alla Bundesbank di non partecipare agli interventi. Di sicuro Draghi, proprio in queste ore, sta mediando per cercare un’intesa – c’è chi dice una tregua- con i colleghi della Bundesbank.
La pronuncia dell’avvocatura, pur riguardando il piano anti crisi denominato Omt, lanciato tre anni fa dalla Banca centrale europea per soccorrere i paesi euro in difficoltà e finora mai utilizzato, di fatto spiana la strada al quantitative easing, ovvero al piano di acquisto di tutti i titoli sovrani allo scopo di combattere la deflazione che rischia di attanagliare l’economia europea, già piegata da una lunga recessione.
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